15 settembre 1943 Il primo eccidio di ebrei in Italia


Tra il 15 settembre e l’11 ottobre 1943, le attuali Province di Novara e del Verbano Cusio Ossola (e particolarmente la sponda occidentale del Lago Maggiore) videro perpetrarsi uno dei più efferati eccidi di ebrei avvenuti in territorio italiano.

Un reparto SS mette presidi nei centri rivieraschi e il Comando a Baveno. Sono SS reduci dal fronte russo, specializzate nella strage dell’ebreo; lassù il massacro è finito, qui si può continuare, anche se, al confronto si tratterà di briciole.

Un plotone viene diritto all’hotel, cattura gli ebrei. Chi li ha indirizzati? Le voci corrono nel piccolo paese sulla riva del lago. Si dice che siano stati i Petacci, i parenti di Claretta l’amante di Mussolini, per vendicare le ironie e gli insulti del periodo badogliano. C’è chi parla invece di un cliente novarese: avendogli l’albergatore rifiutato una stanza, lo avrebbe denunciato come ebreo che favorisce gli ebrei. A fine guerra si racconterà di misteriosi giustizieri in divisa inglese (gli israeliani della VIII armata britannica?) venuti da Milano a regolare i conti. Ma non c’è niente di certo, i fatti certi sono questi, che avvengono, dal 15 settembre, nell’albergo.

I diciassette ebrei dopo la cattura sono stati riuniti in un salone al terzo piano. Sentinelle davanti alla ‘porta, proibizione di avvicinarsi, unica eccezione per una signora milanese «ariana» fidanzata di un Pombas. Alla notizia della retata c’è stato il fuggi fuggi degli ebrei dalla costa, ma qualcuno non ha potuto evitare la cattura. Trascorrono sette giorni: gli ebrei sempre chiusi nel salone del terzo piano gli «ariani» che riprendono la solita vita. Siamo in tempi, di grandi egoismi e le SS si mostrano cortesi con gli «altri». Il 22 giunge da Baveno un giovane ufficiale di nome Krüger, riunisce gli «altri» e dice: «Vi avviso che stanotte trasporteremo gli ebrei in un campo di lavoro. Prego scusare se ci sarà un po’ di disturbo». E agli ebri tramite l’interprete, la signora Rosenberg: «stanotte partite per un campo di lavoro che è a duecento chilometri. Restano, per il momento nonno Fernandez e i suoi tre nipotini. Troveremo per loro un mezzo di trasporto più comodo».

Il viaggio notturno degli ebrei di Meina non è lungo duecento chilometri, termina appena fuori il paese, in riva al lago. I tedeschi li fanno scendere, ordinano agli uomini di togliersi la giacca (hanno una lunga esperienza, una tecnica precisa, evitano le fatiche inutili come quella di togliere le giacche ai cadaveri da affondare nel lago). Poi li uccidono a colpi di rivoltella alla nuca, gli legano dei pietroni al collo con funicelle di acciaio, li buttano in acqua. E stato un lavoro notturno affrettato: le correnti del lago slegano i pietroni, l’indomani i cadaveri affiorano, i pescatori si avvicinano. Una barca ne traina due a riva mentre passa in bicicletta da Arona la signorina Galliani, frequentatrice dell’hotel Meina: «Ma li conosco» dice «lui è un Fernandez, lei è la signora Maria Mosseri». Arrivano i carabinieri. «Via», dicono, «lasciate stare. I tedeschi non vogliono che ci occupiamo di questa faccenda».

Nella notte fra il 23 e il 24 vengono trucidati il nonno Fernandez e i nipotini. Si odono gli urli dei bimbi, le implorazioni del vecchio, gli spari. La macabra pesca continua. Se affiora un cadavere, le SS lo raggiungono in barca e lo sventrano con le baionette perché si riempia d’acqua. Poi trovano un metodo più sicuro: li trascinano a riva e li bruciano con i lanciafiamme.

Negli altri paesi l’eliminazione avviene giorno per giorno.

Un rapporto dei carabinieri del 30 settembre dà queste cifre di ebrei uccisi e gettati nel lago: Arona 4, Meina 12, Stresa 4, Baveno 14. Forse non è la cifra esatta, ma non è questo che conta. L’ordine di uccidere è arrivato a Baveno da Milano, dal capitano Saewecke.

Cronologia della strage:

Lunedì 13 settembre: inizia il rastrellamento a Baveno nelle ville “Il Ruscello” e “Il Castegneto”.
Martedì 14 settembre: prime fucilazioni nella spiaggetta della villa “Il Ruscello”.
Mercoledì 15 settembre: rastrellamenti ad Arona e Meina ed eccidi a Baveno, Mergozzo e Orta.
Giovedì 16 settembre: rastrellamento a Stresa ed eccidio ad Arona.
Venerdì 17 settembre: eccidio a Pian Nava.
Domenica 19 settembre: rastrellamento a Novara.
Mercoledì 22 settembre: ancora eccidi a Baveno e Meina.
Giovedì 23 settembre: prosegue l’eccidio a Meina.
Lunedì 11 ottobre: strage della famiglia Ovazza a Intra.

Le vittime

Ad Arona:

Irma Finzi in Cantoni Mamiani Della Rovere, era nata a Milano nel 1873, con il figlio Vittorio Angelo Cantoni Mamiani Della Rovere, nato anch’egli a Milano nel 1899; Margherita Coen in Penco, Ferrara, 1886; Clara Kleinberger in Rakosi, Ungheria, 1898, con il figlio Tiberio Alexander Rakosi, anche lui nato in Ungheria nel 1921; Giacomo Elia Modiano, Bruxelles, 1908, con la moglie Mary Bardavid, Smirne, 1921, il fratello Carlo Elia Modiano, Torino, 1911, la sorella Grazia Modiano, Milano, 1917

A Meina:

Pierre Fernandez Diaz, Salonicco, 1897, con la moglie Liliana Scialom, Salonicco, 1907; Raoul Torres, cugino dei Fernandez Diaz, nato a Salonicco nel 1895, con la moglie Valerie Nahoum, Salonicco, 1894; Marco Mosseri, Salonicco, 1888, con la moglie Ester Botton, Salonicco, 1891; il figlio Giacomo RenatoMosseri, Salonicco, 1920 e la nuora Odette Uziel, Salonicco, 1924; Lotte Froelich in Mazzucchelli, nata a Oppeln (Alta Slesia) nel 1904; Vitale Cori, nato a Milano nel 1917, Vittorio Haim Pompas, nato a Smirne nel 1912; Dino Fernandez Diaz, padre di Pierre, Salonicco, 1867 con i nipoti Jean Fernandez Diaz, Salonicco, 1926, Robert Fernandez Diaz, Salonicco, 1930, Blanchette Fernandez Diaz, Salonicco, 1931 e infine Daniele Modiano, Salonicco 1892.

A Stresa:

Tullio Massarani, di Verona, 1879 e la sorella Olga Massarani, nata a Verona nel 1878; Giuseppe Ottolenghi, di Casale Monferrato, del 1871 con la figlia Lina Ottolenghidetta Ninì, di Genova, del 1905.

A Baveno:

Emil Serman, Vienna, 1881; Carla Caroglio, Varese, 1918 e Fanny Jette Engel, Katowice, 1872. Il 17 settembre viene ucciso Josef Wofsi, Daugavpils (Lettonia), 1872, il 21 settembre viene ucciso Mario Luzzatto, di Milano, 1890; la moglie Bice Ginesi di Lugo di Romagna del 1898 e le figlie Silvia Luzzatto del 1923 e Maria Grazia Luzzatto detta Beppè, Milano del 1925; la cognata Olga Ginesi in Bonfiglioli, Lugo di Romagna, del 1894. Il 22 settembre, sempre a Baveno, sono uccise Maria Mueller, moglie di Emil Serman, con la sorella Stefania Mueller in Konopka e la madre Giulia Werner in Mueller (erano tutte di Varsavia tra il 1866 e il 1902), così come Sofia Czolosinska era di Varsavia, 1904; Emma Baron, moglie di Josef Wofsi, di Daugavpils del 1882.

A Mergozzo:

Mario Abramo Covo di Rudnik (Bulgaria), 1877 e Alberto Abramo Arditi con la moglie Matilde David.

A Orta:

Mario Levi di Benevagenna, del 1881 con il figlio Roberto Levi di Torino, del 1920, erano zio e cugino di Primo Levi.

A Pian di Nava di Premeno: Humbert Scialom del 1888 di Salonicco, con la moglie Berthe Bensussan, Salonicco, 1892.

A Intra:

Ettore Ovazza del 1892, con la moglie Nella Sacerdote del 1902 e i figli Riccardo del 1923 ed Elena del 1928, tutti di Torino

A Novara:

Giacomo Diena di Torino, 1887 e lo zio Amadio Jona, del 1864. Scompare nel nulla e nulla si è più saputo di lei anche la giovane Berta Kaats, detta Bertie (la vittima numero 57?)

Il racconto di Becky Behar sopravvissuta alla strage (parte 1)

(parte 2)

 

Fonti

http://www.casadellaresistenza.it/storia.cfm?sezione=587

http://anpi-lissone.over-blog.com/article-22480889.html

http://youtube.com

 

Annunci

Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...