Commemorazione per Priebke Marino: una volgare provocazione


L’avvocato decide di rendere omaggio al gerarca nazista morto un anno fa. Il presidente della comunità ebraica: «Non diamo spazio mediatico ad azioni folcloristiche»
di Redazione Roma Online

ROMA — Erich Priebke, il gerarca nazista responsabile della strage delle Fosse Ardeatine, è stato ricordato sabato a Roma a un anno dalla morte. Il legale di Priebke Paolo Giachini ha voluto tenere, infatti, una commemorazione a ponte Sant’Angelo, con tanto di messa e fiori, «Visto che il luogo della sepoltura non è noto — ha detto Giachini — per risolvere il problema di chi vuole coltivare la memoria del Sig. Erich Priebke e rendergli omaggio in un luogo fisico, abbiamo deciso, nella ricorrenza di oggi, ad un anno dalla sua morte, di eleggere come luogo ideale della sua memoria il ponte Sant’Angelo». E ha chiesto che il ponte gli venga idealmente dedicato.

La reazione

Uno schiaffo all’Italia che Il Comune di Roma non ha digerito ordinando l’immediata rimozione di fiori, oggetti e manifesti in ricordo dell’ex capitano delle Ss scomparso un anno fa. Indignato il sindaco di Roma, Ignazio Marino: «Condanno con forza la volgare provocazione e le parole dell’avvocato del capitano delle SS Erich Priebke, che oggi (sabato n.d.r.) ha voluto ricordare il gerarca nazista morto un anno fa. Un gesto deprecabile, compiuto da persone che hanno la testa più vuota che rasata e che ci fa comprendere quanto sia importante mantenere viva la Memoria nelle nuove generazioni».

Nel ghetto

«Addolora ancora di più – ha aggiunto il sindaco – che un gesto simile sia stato compiuto a pochi giorni dal rastrellamento del Ghetto di Roma, avvenuto il 16 ottobre 1943. Un appuntamento che il Campidoglio si è impegnato a ricordare ogni anno con i viaggi della Memoria che coinvolgono le scolaresche romane e al quale parteciperò personalmente domenica prossima, 19 ottobre». «Quanto accaduto oggi, su ponte Sant’Angelo, ferisce tutta la comunità cittadina – ha concluso il sindaco – e rappresenta un vero schiaffo alla città di Roma che ha avuto un ruolo fondamentale nella Resistenza italiana. Nessun luogo della Capitale potrà ospitare il ricordo del gerarca nazista, responsabile dell’atroce eccidio delle Fosse Ardeatine in cui persero la vita 335 italiani».

La comunità ebraica

Molto pacato il commento del presidente della Comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici: «Ci eravamo presi l’impegno — ha detto — di far cadere nell’oblio il carnefice delle Fosse Ardeatine perché c’è chi si sta già occupando di lui altrove, e mi riferisco a quegli angeli caduti a causa della follia nazista. La nostra intenzione è quella di non dare spazio mediatico ad azioni folcloristiche in nome di questo personaggio».

Fonte: corriere.it

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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