Dachau, rubata la targa con la scritta “Arbeit macht frei”


Il portavoce dei sopravvissuti: “Un crimine e una profanazione, un atto vergognoso”

BERLINO  –  Gravissima profanazione di un luogo della Memoria della Shoah in Germania. Ignoti hanno divelto e rubato la targa in metallo con la macabra scritta “Arbeit macht frei” (il lavoro rende liberi) che era posta all’ingresso dell’ex Lager nazista di Dachau come davanti a quasi ogni campo di sterminio del Terzo Reich. La polizia indaga, ma sembra brancolare nel buio: non si sa se il reato sia opera di neonazisti oppure di criminali comuni che abbiano agito su commissione di qualche ricco collezionista, magari nostalgico di macabri cimeli della barbarie hitleriana.

Immediate le reazioni di sdegno: è un vergognoso insulto alle vittime e ai loro discendenti, hanno detto sia la direttrice del museo che accanto all’ex lager illustra la sua orribile storia, Gabriele Hammermann, sia un portavoce dei sopravvissuti, Max Mannheimer. “E’ un crimine e una profanazione insieme, un atto vergognoso”, ha incalzato il direttore dell’istituzione che gestisce e cura tutti i monumenti, memoriali e luoghi del ricordo dell’Olocausto in Baviera, Karl Frellerm, della Csu (Unione cristiano-sociale al potere in Baviera, il partito fratello nello Stato merdionale della Cdu della Cancelliera Angela Merkel.

Il furto probabilmente è avvenuto nella notte. Gli inquirenti lavorano su due ipotesi: o un blitz di neonazisti per impossessarsi di un oggetto da “venerare” nei loro deliri, oppure un furto su commissione. Quasi cinque anni fa, nel dicembre 2010, fu rubata la targa con la stessa scritta di Auschwitz 1, la parte più vecchia della “fabbrica della morte” che il Terzo Reich costruì nel territorio occupato polacco. Ma già tre giorni dopo gli agenti speciali della Agencija Bezpieczenstwa Wewtrznego (Agenzia per la sicurezza interno, l’Aisi polacca) riuscirono a risolvere il caso. Arrestarono alcuni giovani neonazisti svedesi e due criminali comuni locali loro complici. Avevano tutti agito, a quanto pare, nella speranza di rivendere la targa a caro prezzo a qualche miliardario nostalgico svedese.

Fonte: repubblica.it

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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