Bonafede Franco (Nome di battaglia Febo)


Nasce  il 1° gennaio 1925 a Pianoro. Dallʼ1 ottobre 1943 al 3 febbraio 1944 è attivo a Pianoro; in seguito il 10 novembre 1944 entra a far parte del comando della 62a brigata Camicie rosse Garibaldi. Passando quando si sciolse la brigata alla 7a brigata GAP Gianni Garibaldi

Gli è stata conferita la medaglia dʼargento al valor militare con la seguente motivazione:

«Entrato tra i primi a far parte delle formazioni partigiane, partecipava a numerose azioni di disturbo e di sabotaggio, sempre distinguendosi per coraggio e ardimento. Al comando di una pattuglia, si imbatteva nel corso di una importante missione in un reparto avversario superiore in forze e mezzi e decisamente lo attaccava, disperdendolo.

Per sottrarlo al nemico, si caricava sulle spalle un commilitone caduto. Investito da una raffica avversaria e gravemente ferito allʼocchio e alla gamba destra, riusciva ugualmente a portare nelle proprie linee il corpo del commilitone.

Mirabile esempio di ardito sprezzo del periodo e di nobile altruismo». 

Bologna, 2 aprile 1945. 

GILIANA BENFENATI 

(Ricorda Franco Bonafede)

Staffetta della 4.a Brigata « Venturoli » e della 7.a Brigata GAP

In altra occasione ricordo giorni di ansia nella nostra base. Una volta vi fu anche fermento a causa dell’assenza di Franco. Eravamo intenti a discutere su cosa fare e come muoverci, quando una timida suonata alla porta ci portò una speranza, ma anche un gran timore. Infatti poteva indicare l’arrivo di Franco oppure… visite poco gradite. Andai io ad aprire, ma alla porta di casa non c’era nessuno. Diedi il tiro al cancelletto e lentamente, molto lentamente, sentii avvicinarsi una donna che saliva a fatica. Cercando di mantenere la calma chiesi chi era: mi rispose: « Amici ». Non ho parole per descrivere ciò che provai. Quella sconosciuta saliva, tenendo appoggiato a sé Franco, che era ferito.

In un primo momento tutti prestammo aiuto, lavammo e tamponammo le ferite nel miglior modo possibile, in attesa del dottore partigiano che avremmo chiamato.

Franco aveva ferite veramente brutte al viso e, cosa che mi impressionò moltissimo, ferite piccolissime di schegge di proiettili al naso, alla fronte e molto vicini agli occhi. Appena si ristabilì un poco di calma ci trovammo a dover guardare in faccia una sconosciuta che poteva diventare, o poteva già essere in quel momento, un pericoloso nemico.

Questa signora che ci stava di fronte e che sembrava così ben disposta doveva ritornare fuori. Poteva salutarci guardandoci lealmente negli occhi, oppure salutare e sfuggire al nostro sguardo e poi, forse, la delazione! Che cosa fare? Credo che ognuno si sarebbe comportato nel nostro modo. Chiaramente e senza sotterfugi le dicemmo chi eravamo. Con lealtà ci venne risposto che, già sapendo ove era stato ferito Franco, aveva capito di chi si trattava e che a suo rischio e pericolo aveva cercato di fare il più presto possibile per sottrarre il nostro compagno da un sicuro rastrellamento e farsi quindi indicare da lui medesimo la via per giungere alla base. Potevamo quindi, per quanto riguardava lei, stare tranquilli che niente sarebbe trapelato all’esterno e ci disse chi era perché fossimo certi che non intendeva tradirci.

Capimmo e con grande fiducia la salutammo, ringraziandola ancora per tutto quello che aveva fatto. Anche lei aveva dato alla nostra lotta un contributo notevole, salvando un nostro compagno e mantenendo il segreto della nostra esistenza come squadra d’azione partigiana.

Questo e molti altri potrebbero essere episodi da raccontare e da far conoscere sulla solidarietà umana che ogni partigiano ha avuto e a cui, il più delle volte, deve il fatto di essere ancora in vita.

Fonti:

Luciano Bergonzoni – La Resistenza a Bologna – Testimonianze e documenti – volume V – Istituto per la storia di Bologna – 1980

Alessandro Albertazzi, Luigi Arbizzani, Nazario Sauro Onofri – Dizionario biografico A –C – Bologna, 1985

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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