Come sarà il Memoriale della Shoah


Il monumento nascerà nella nuova piazza realizzata tra via Carracci e il ponte di via Matteotti

BOLOGNA- Il Memoriale con cui Bologna intende tenere viva la memoria della Shoah adesso ha un «volto» e una forma: sono stati infatti scelti ieri i vincitori del concorso internazionale promosso lo scorso gennaio dalla Comunità ebraica di Bologna col sostegno della Fondazione del Monte, il supporto del Comune, dell’Ordine degli architetti e delle Fs per realizzare (come si disse al lancio dell’iniziativa) un’opera che riesca a «fermare il passato», un luogo «suggestivo in cui la storia, richiamata alla memoria, diventi un messaggio rivolto a tutta l’umanità». Il tutto nella nuova piazza realizzata tra via Carracci e il ponte di via Matteotti, luogo che connette la citta’ storica alla Bolognina e uno dei punti di accesso alla nuova stazione Alta velocità

IL CONCORSO – Il concorso fu presentato alla vigilia del Giorno della memoria «con l’auspicio di poter inaugurare la piazza il prossimo 27 gennaio», disse la presidente del Consiglio comunale, Simona Lembi. Dunque si è in tempo per rispettare la tabella di marcia: si disse infatti che il progetto andava scelto entro giugno e quello vincente, secondo la giuria presieduta dall’architetto Peter Eisenman, è quello presentato dai progettisti trentenni Onorato di Manno, Andrea Tanci, Gianluca Sist, Lorenzo Catena e Chiara Cucina. «Risponde in pieno a requisiti culturali attesi, con una proposta che avra’ un impatto immediato sul passante», cioé su chi lo vedrà passando di lì, recita una nota del Comune. Il Memoriale renderà «ancora una volta Bologna testimone del nostro tempo», disse il sindaco Virginio Merola alla presentazione del concorso. Avra’ la forma di due grandi parallelepipedi (lunghi e stretti), composti da blocchi cubici, disposti uno a fianco dell’altro «puntando» da un lato la città e dall’altro la Bolognina.

IL MEMORIALE – Il Memoriale dovrà essere una «struttura spaziale capace di coinvolgere la cittadinanza», disse sempre Daniele De Paz, presidente della Comunità ebraica di Bologna: «Chi attraverserà questo spazio sarà colui che completerà l’opera». E tra l’altro tra le due strutture ci si riesce anche a passare. L’opera sara’ chiamata a fermare «coloro che passano, di qualsiasi credo e idea politica», aggiunse Alberto Avraham Sermoneta, rabbino capo di Bologna. «La città di Bologna e tutte le sue istituzioni oggi piu’ che mai si stringono alla Comunità ebraica bolognese dando forma ad un progetto che vuole rompere gli schemi consolidati sui temi della memoria aprendo un fronte di carattere universale in cui ogni persona potrà riconoscere i propri valori e le proprie idee», dice oggi l’amministrazione. «È su questi principi che si e’ stabilito un immediato consenso della Fondazione del Monte ed il suo presidente Cammelli. Ora sta alla Comunità Ebraica Internazionale e Ferrovie dello Stato dare seguito al progetto», conclude il Comune.

Fonte: corriere.it

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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