Falzoni Sostegno


Nasce il 23 aprile 1903 a Molinella.
Iscritto al Partito Socialista Italiano e in seguito al Partito Comunista Italiano.
Il 4 settembre 1921, con numerosi altri militanti socialisti, prende parte a uno scontro a fuoco con i fascisti a Mezzolara (Budrio). Un socialista e un fascista restano uccisi.


Il 7 gennaio 1922 viene arrestato insieme a una quarantina di militanti socialisti.
Il 28 maggio 1923, con altri 24 compagni, compare davanti alla corte d’assise di Bologna per rispondere di omicidio e costituzione di banda armata. I giudici, anche in considerazione del fatto che il fascismo è al potere, hanno la mano particolarmente pesante con alcuni imputati.
Lʼ8 giugno 1923 viene condannato a 7 anni, 9 mesi e 21 giorni di reclusione.
Iscrittosi successivamente al Partito Comunista Italiano, a seguito della scoperta dellʼorganizzazione comunista nellʼottobre 1927, con sentenza istruttoria del 24 settembre 1929 è prosciolto per non luogo a procedere.
Il 24 agosto 1933 ad Alemanni (Dozza) viene arrestato con Bruno Monterumici e Cesare Morara in seguito al ritrovamento di numerosi volantini comunisti. Ha lʼammonizione.
Viene arrestato nuovamente nel 1935 per la sua attività politica è inviato al confino, per 4 anni, prima allʼisola di Lipari (ME) e poi a Ventotene (LT).
Durante la lotta di liberazione milita nella Brigata 7.a GAP Gianni Garibaldi.
Rastrellato dai tedeschi il 7 novembre 1943, è deportato nel campo di concentramento di Natzweiler (Germania), vi muore il 5 luglio 1944.

Testimonianza di Alberto Trebbi. Membro del Comitato «Pace e Libertà» (1943). (Tratta da Luciano Bergonzini – La Resistenza a Bologna – Testimonianze e Documenti Vol. 1 – Istituto per la Storia di Bologna – 1967)

 

Il 7 novembre 1943 io fui arrestato a Mezzolara di Budrio dove ero andato per un lavoro del Comitato militare e cioè per reclutare e organizzare dei giovani disposti a diventare partigiani. I tedeschi e i fascisti accerchiarono la casa, noi tentammo di fuggire, ma non ce la facemmo. Il compagno Sartoni fu ammazzato sul tetto e io fui arrestato e dopo di me altri sedici compagni.

Fummo portati a San Giovanni in Monte e interrogati. I nazisti dissero che quelli che avessero salutato romanamente, in riconoscimento alla Repubblica di Salò, sarebbero stati liberati. Solo in quattro ci rifiutammo; Berselli di Budrio, Falzoni di Mezzolara, Manini di Vedrana ed io. Solo io e Manini siamo ritornati dal Lager di Dachau.

Fonte

Dizionario biografico di Alessandro Albertazzi, Luigi Arbizzani, Nazario Sauro Onofri

Bologna, 1985

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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