15 luglio 1944. Esce “Il Lavoratore Agricolo”


Nel 1944 i Comitati di difesa dei contadini di Bologna curarono la pubblicazione di 2 numeri de “Il Lavoratore agricolo”; sottotitolo “Organo dei braccianti e dei contadini bolognesi”.

Fu stampato nella tipografia Grandi in via Zamboni 90. Il primo numero vide la luce il 15 luglio 1944 e il secondo l’1 settembre 1944, prima della ricostituzione della Federazione lavoratori della terra. Nel giugno era uscito “La voce dei campi”

IL LAVORATORE AGRICOLO
Organo dei Contadini e dei Braccianti Bolognesi
Anno I, n. 1, 15 luglio 1944
L’INSURREZIONE ARMATA È INCOMINCIATA:
AVANTI NELLA LOTTA FINO ALLO STERMINIO TOTALE
DEI NOSTRI NEMICI!
LAVORATORI DELLA CAMPAGNA: ALLE ARMI!

L’ora della liberazione si avvicina; la belva nazista batte in vergognosa ritirata su tutti i fronti, e l’attacco concentrico delle Nazioni Unite è in pieno sviluppo.

L’eroica Armata Rossa travolgendo con una rapidità che stupisce il mondo intero tutti i tentativi di resistenza tedesca, punta ora decisamente su Berlino.

In Italia in concomitanza con l’azione delle armate alleate i nostri eroici Partigiani assestano dovunque colpi mortali ai nazifascisti. Noi lavoratori della campagna bolognese non dobbiamo rimanere assenti da questa lotta decisiva. Il nostro passato ci deve servire di stimolo nel momento attuale; i contadini ed i braccianti bolognesi nel periodo del brutale regime fascista risposero sempre con un atteggiamento degno di loro; quindi anche nel momento presente dobbiamo fare tutti gli sforzi per avere l’onore di essere ancora in prima linea. Sulle nostre campagne ha cominciato ad abbattersi la tempesta distruttrice degli invasori nazisti; questa tempesta fra non tanti giorni assumerà proporzioni incalcolabili: le nostre campagne calpestate e distrutte le nostre case, le nostre stalle vuotate e poi bruciate, uomini e donne razziati e deportati a morire in Germania, in sintesi fra [la] morte e la fame ecco quello che ci portano i tedeschi. Ma noi se vogliamo possiamo impedire tutto questo disastro, possiamo costringere tutto questo branco di briganti ad abbandonare le nostre terre senza che possano trovare il tempo di portare a compimento i loro criminali piani.

Ognuno di noi si deve procurare un’arma si deve organizzare in gruppi armati: in squadre d’attacco, collegarsi con altri gruppi e passare subito all’azione scacciando i tedeschi dalle case quando vengono a saccheggiare, distruggere i loro automezzi, disarmarli, attaccarli ovunque si presta l’occasione. Dobbiamo trasformarci tutti in soldati della libertà, essere a fianco dell’eroico Partigiano, ed impedire al rognoso tedesco di toccare le nostre case e le nostre persone.

Solo la lotta ci può salvare, solo nel nostro decisivo intervento troveremo una buona difesa. Disertare questa lotta in quest’ora suprema vuoi dire abbandonare allo sbaraglio la propria famiglia, lasciarla esposta a tutti gli istinti bestiali delle orde dei briganti di Hitler.

Dunque, avanti all’attacco, per la nostra libertà, diamo la morte agli invasori tedeschi ed ai loro servi fascisti.

NON TREBBIEREMO

I barbari oppressori tedeschi e i vili lecchini repubblicani, nell’estremo rantolo dell’agonia vogliono commettere ancora l’ultimo delitto: rubarci il nostro grano e portarlo in Germania; e vogliono attuare questo criminale piano con minacce e repressioni brutali: arrestando ostaggi, minacciando di bruciare interi villaggi e di fucilare tutti gli uomini da 17 a 65 anni. La falsa propaganda nazifascista accusa noi contadini come affamatoti del popolo italiano; consci del nostro dovere: non trebbiare per impedire che un solo chicco di grano vada ai tedeschi; per impedire che la guerra duri più a lungo; per impedire che il popolo abbia a soffrir la fame.

Poniamoci questa domanda: Perché i tedeschi che finora non si sono preoccupati che di affamarci e farci soffrire, proprio ora si preoccupano tanto di far trebbiare per sfamare la popolazione?

La risposta è chiara: il criminale piano nemico si svela apertamente: farci trebbiare il grano con la lusinga di 2 ql. di grano per persona e portarci via tutto il rimanente e, più tardi, saccheggiare le nostre case per rubarci anche quella parte che serve al nostro fabbisogno. Noi non cediamo! Non sono valse e non varranno tutte le lusinghe e tutte le minacce: non abbiamo trebbiato e non trebbieremo! Il grano è nostro, è di tutto il popolo italiano, lo abbiamo prodotto a costo di sudori e di fatiche; nessuno oserà impossessarsene. Noi siamo pronti alla difesa e all’offesa; le nostre squadre armate di attacco vegliano, pronte a scattare, e i Partigiani, che noi ospiteremo nelle nostre case e nei nostri campi, saranno l’avanguardia eroica della nostra sacrosanta lotta.

Nel clima ardente e battagliero della insurrezione armata faremo delle nostre falci, dei nostri bastoni, delle nostre unghie, armi formidabili di distruzione e di sterminio dei briganti nazi-fascisti.

Non trebbieremo! è la nostra parola d’ordine e non mancheremo al nostro dovere di Italiani e di fedeli amici dei Patrioti.

Morte agli affamatori e massacratori del popolo italiano!

ALLE DONNE CONTADINE

Donne contadine, voi avete dimostrato finora volontà di lotta e solidarietà con gli eroici Partigiani, avete dato prova di volere e saper difendere i vostri interessi, le vostre case, i vostri uomini e i vostri bambini; la vostra volontà è degna delle ore eroiche che tutto il popolo italiano sta combattendo. A voi spetta degnamente un elogio! Per poter meglio sostenere la vostra lotta per fare un passo innanzi sulla via della liberazione, per essere pari alla maturazione degli eventi dovete organizzarvi. I «Gruppi di Difesa della Donna e per l’assistenza ai Combattenti della Libertà» sono pronti ad accogliervi nelle loro file; in seno ad essi voi potrete svolgere maggiore attività, e soprattutto, avrete maggiori appoggi per la difesa dei vostri vitali interessi.

Organizzatevi! sia la parola d’ordine che vi guida ad essere più combattive.

Contadini organizzatevi nei «Gruppi di Difesa del Contadino» non ostacolate le vostre donne; da esse voi avrete maggiori aiuti e maggiore sarà lo sviluppo della lotta per la Liberazione nazionale.

SEMINIAMO!

Siamo già in pieno estate e presto, per il correre perenne del tempo, ci troveremo in autunno eppoi nel rigido inverno. Spesso preoccupati ci rivolgiamo questa domanda: E quest’inverno come facciamo a mangiare? È questo un problema molto grave: Le razzie e le distruzioni commesse dai tedeschi e dai fascisti ci hanno già privati di molto e minacciano di privarci di tutto. È assolutamente necessario porre un rimedio a tanta rovina, a tanta fame. Abbiamo mietuto da poco il nostro grano in una parte di questa terra liberata da questo raccolto, dobbiamo affrettarci a seminarvi del cinquantino, e seminare il più possibile, seminare anche dei fagioli, così per quest’inverno ci sarà un pezzo di polenta di più per sfamarci. Pensate a quello che distruggeranno i cani di Hitler. Il Partito Comunista, che pensa a tutto il popolo, ci invita a dare un contributo per alimentare il nostro paese rovinato, domani quando l’avremo liberato.

IL PARTIGIANO

Non è più un nome che giunge da lontano dalle terre della Jugoslavia martoriata ed eroica e dalle terre della Russia invasa, dove le loro gesta non trovano esempi nei sacrifici e nell’eroismo della storia passata. Oggi abbiamo anche noi il nostro Partigiano, degno fratello di quello jugoslavo, di quello sovietico, di quello polacco, di quello francese e di tutti i paesi invasi che lottano per la loro libertà nazionale.

Il mondo intero guardava fino ieri il popolo italiano con disprezzo ed in ogni italiano si vedeva un fascista. Eravamo odiati come oppressori di popoli liberi; eravamo odiati dai francesi, dagli albanesi, dai greci, dagli jugoslavi, dai russi che vedevano in noi dei loro tiranni e boia; eravamo odiati come noi ora giustamente odiamo tutti i tedeschi. Pensate quale vergogna ci ha fatto subire il fascismo, a quale obbrobrioso punto era stata menomata la nostra dignità nazionale.

Ora invece le radio trasmittenti internazionali, tutti i giorni annunciano al mondo le gesta, la guerra dei nostri Partigiani; essi dimostrano al mondo che il popolo italiano non era fascista, che il popolo italiano sa battersi per la sua libertà, per riconquistarsi la stima di un popolo libero. Il Partito Comunista Italiano, all’avanguardia di tutti i partiti antifascisti è stato ed è l’anima di questo valoroso esercito, e punta a portarlo verso più luminose mete e riscattare da questa vergogna l’Italia nostra. Noi possiamo essere fieri di loro; essi sono i nostri figli e la loro lotta è la nostra. Il loro contributo è grande ma può e deve essere maggiore per il nostro maggiore appoggio materiale e morale. Aiutiamolo; ospitandolo, rifornendolo di viveri, di indumenti, di armi, di informazioni, partecipando alle sue azioni e chiamandolo ovunque il suo intervento può essere utile. In quest’ora che è in atto l’offensiva liberatrice di tutto il popolo italiano, i Partigiani noi li vediamo all’avanguardia e versare il [loro] sangue. Il nemico sente tutti i giorni su di sé i colpi audaci e decisivi, che gli vengono inferti, e vede e sente che al suo brutale terrore è contrapposto il terrore di un popolo che vuoi vivere libero.

A morte gli invasori tedeschi.
Evviva l’insurrezione armata del popolo italiano.
Evviva la nostra libertà.

Fonti:

NAZARIO SAURO ONOFRI – Gli antifascisti, i partigiani e le vittime del fascismo nel bolognese (1919-1945) – Volume I – Bologna dall’antifascismo alla Resistenza – ISTITUTO PER LA STORIA DELLA RESISTENZA E DELLA SOCIETÀ CONTEMPORANEA NELLA PROVINCIA DI BOLOGNA “LUCIANO BERGONZINI” (ISREBO) – COMUNE DI BOLOGNA – 2005

LUCIANO BERGONZINI – LUIGI ARBIZZANI – LA RESISTENZA A BOLOGNA – TESTIMONIANZE E DOCUMENTI – VOLUME II – LA STAMPA PERIODICA CLANDESTINA – Istituto per la Storia di Bologna – 1 9 6 9

 

Annunci

Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...