Il Combattente – Giornale dei Volontari della Libertà


L’1° agosto 1944 nasce “Il Combattente” organo ufficiale del CUMER, con il sottotitolo “Giornale dei Volontari della Libertà – Comando Militare Unico Emilia-Romagna”.

Viene stampato nella tipografia clandestina del Partito Comunista Italiano redatto da Romeo Landi “Michele”. Pubblica gli ordini e le risoluzioni del CUMER, resoconti d’azioni partigiane nella regione e note per incitare i cittadini alla lotta contro i nazifascisti. Del giornale escono 3 numeri, l’ultimo dei quali all’inizio del 1945.

IL COMBATTENTE

Giornale dei Volontari della Libertà – Comando Militare Unico Emilia-Romagna

Contro l’invasore tedesco

Contro i traditori fascisti

1 agosto 1944, Anno I, n. 1

A TUTTI I VOLONTARI DELLA LIBERTÀ DELLE BRIGATE DELL’ EMILIA-ROMAGNA

ORDINE DEL GIORNO N. 1

II Comando Militare Unico Emilia-Romagna, nominato dal Comitato Regionale di L.N. con l’approvazione del C.diL.N. dell’Italia occupata ed alle dipendenze del Comando Generale, invia il suo fraterno saluto a tutti i Volontari della Libertà delle 25 Brigate e Distaccamenti dell’Emilia-Romagna.

L’eroica lotta che da mesi conducete contro l’odiato oppressore nazi-fascista, lotta che vi ha additati all’ammirazione di tutto il popolo italiano, ha raggiunto la sua svolta decisiva. I tedeschi per tenere la guerra lontana dal loro territorio, continuare a razziare la nostra regione, deportare schiavi in Germania i nostri fratelli, tentano attestarsi sul nostro Appennino.

Noi dobbiamo impedire che questo avvenga; dobbiamo evitare che la nostra fertile regione si trasformi in un immenso campo di battaglia; che le nostre città e le nostre borgate vengano distrutte; i nostri bambini, le nostre donne, i nostri fratelli massacrati.

Uniti in un unico granitico blocco di volontà, tesi al supremo scopo della liberazione dell’Italia dal feroce giogo nazi-fascista, al disopra di ogni fede politica e religiosa, noi continueremo a combattere con quell’audacia e quell’eroismo che sono patrimonio morale dei Volontari della Libertà. L’alto riconoscimento tributato dal Governo Nazionale e dal gen. Alexander per l’opera da noi compiuta, ci sia di sprone a sempre meglio operare.

Solo combattendo con tutte le nostre forze, sino all’ultimo sangue, contribuiremo efficacemente alla vittoriosa risoluzione della lotta gloriosamente intrapresa per la liberazione del suolo italiano dal barbaro tedesco, che la vigliaccheria fascista ha chiamato a calpestare.

Le vittoriose Armate Alleate, affiancate dall’Esercito del Governo Nazionale, s’avvicinano ogni giorno di più. Sfondate tutte le difese tedesche, le gloriose Armate Sovietiche s’affacciano alla Prussia Orientale e puntano su Berlino. Ad occidente gli eserciti Anglo-americani stanno assestando colpi mortali alla macchina bellica tedesca.

Volontari della Libertà dell’Emilia-Romagna!

Se con la nostra lotta, con i nostri sacrifici riusciremo ad affrettare di un sol giorno, di una sola ora la liberazione del nostro Paese, noi avremo ben meritato dalla Patria, alla quale avremo risparmiato maggiori lutti e rovine.

Morte all’invasore tedesco! Morte ai traditori fascisti!

Il Comando Militare Unico Emilia-Romagna

ALL’ATTACCO

II Governo Nazionale ed il Comando Alleato hanno dato alle formazioni partigiane dell’Emilia e Romagna l’ordine di passare all’attacco. Le 25 Brigate di Volontari della Libertà che sono in linea lungo tutta la cresta dell’Appennino e che operano con magnifica audacia nel cuore stesso delle città, rispondono: presente! all’ordine superiore e passano all’attacco che si concluderà con la vittoria e con la liberazione della nostra regione.

Già dai primi di giugno l’offensiva partigiana è stata sferrata in tutta la regione.

Colpi durissimi sono stati portati al nemico, vaste zone di territori liberate, nelle quali già ferve una nuova vita democratica, posizioni importanti sono state conquistate. Da queste bisogna ormai partire per l’attacco finale. Ancona, Livorno, Pisa sono state liberate. Le truppe Alleate sono alle porte di Firenze, Rimini, Forlì, Bologna, Parma sono i nuovi obiettivi degli eserciti Alleati. Perché essi siano raggiunti c’è un ultimo ostacolo da superare « l’Appennino », la linea « Gotica ». Anche questa come tutte le linee tedesche, cadrà. Ma importa per la salvezza della nostra regione, per impedire che la rabbia teutonica a lungo distruttrice sulla nostra terra, per impedire che i saccheggi, distruzioni e razzie facciano dell’Emilia una squallida « terra bruciata », importa che questo ultimo ostacolo sia al più presto abbattuto. Perché questo avvenga, perché la ritirata del nemico si trasformi in rotta, è necessario che tutte le forze partigiane passino decise all’attacco.

L’attacco travolgente ed inesorabile dei Volontari della Libertà, aprendo la strada all’insurrezione armata di tutto il nostro popolo, darà agli eserciti Alleati ed al nostro esercito Nazionale che avanza combattendo valorosamente al suo fianco, un contributo prezioso e di decisiva importanza per gli sviluppi delle operazioni.

Martellare incessantemente le linee di comunicazione avversarie, assaltare presidi, posti di blocco comandi, allargare le zone liberate e liberarne delle nuove e più vaste con il concorso delle Squadre di Azione Patriottiche e di tutto il movimento popolare insurrezionale perché la liberazione dell’Emilia sia opera nostra e perché le truppe Alleate possano essere trionfalmente accolte nelle città già liberate. Questa è la linea del nostro attacco, questa è la linea su cui avanzeremo.

Le nostre forze crescono. Migliaia di nuovi combattenti raggiungono le nostre formazioni. Con le armi strappate al nemico e con quelle che riceviamo dagli Alleati e dal nostro Governo, nuove Brigate sono formate. Decine di migliaia di combattenti si vanno inquadrando per la battaglia insurrezionale nelle Sap.

Il nemico è invece travagliato da una profonda crisi militare e politica. Battuti su tutti i fronti dagli Eserciti delle Nazioni Unite, mentre l’Esercito Rosso s’appresta a varcare il confino prussiano, la crisi esplosa recentemente nel cuore stesso del Gran Quartier Generale tra la disperata cricca hitleriana ed i generali che hanno compreso che la guerra è ormai definitivamente perduta per la Germania, avrà profonde ripercussioni sul morale e sulla compattezza delle truppe avversarie.

Aumentino con i nostri colpi la disgregazione del nemico, facciano comprendere ad ufficiali e soldati che non c’è possibilità di salvezza che nella resa.

Avanti, Volontari della Libertà, all’attacco! L’unità di comando e d’azione, la disciplina cosciente degli alti obiettivi nazionali e democratici per cui combattiamo, lo stretto legame con il popolo in lotta, l’entusiasmo e l’audacia siano la garanzia della nostra vittoria.

Patrioti, per difendervi tutti uniti contro le violenze e le razzie naziste, per conquistare al più presto l’Indipendenza e la Libertà, iscrivetevi nelle Brigate della Sap.

ALLE ARMI, AL COMBATTIMENTO TUTTI I FIGLI DEL POPOLO PER LA LIBERTÀ DELLA PATRIA!

Al compagno Fanti, ai Distaccamenti partigiani che sono al suo comando e a tutti i partigiani e patrioti delle regioni d’Italia occupata dai tedeschi e dai traditori fascisti.

A nome del Partito Comunista Italiano e a nome mio personale invio a tutti voi un saluto ed un abbraccio. In questo momento, in cui la liberazione di Roma apre una nuova tappa nella lotta per la redenzione completa del nostro paese, in cui […] l’inizio di grandi operazioni militari Alleate contro la fortezza hitleriana e del fascismo, desidero ricordare a tutti voi e a tutto il popolo italiano nelle regioni occupate quale è il dovere dell’ora.

È giunto il giorno in cui dobbiamo, tutti uniti, compiere il massimo sforzo per dare ai tedeschi e ai traditori fascisti il decisivo colpo mortale. Questo vuol dire che il compito che si pone oggi a tutti i comunisti, a tutti gli antifascisti e a tutti i patrioti italiani, è di organizzare, senza esitazione, senza ulteriori indugi, la insurrezione generale di tutto il popolo, nelle città e nelle campagne, per cacciare l’invasore tedesco, per distruggere le truppe di occupazione hitleriane e scacciare senza pietà i traditori fascisti che sono al loro servizio. È compito delle organizzazioni di partito, dei Comitati di Liberazione, dei Comandi militari di formazioni partigiane, di prendere immediatamente tutte le misure necessarie affinchè questa direttiva venga realizzata da per tutto e al più presto, colla massima energia, superando ogni esitazione e spezzando ogni resistenza.

L’insurrezione nazionale è il dovere che noi abbiamo verso la Patria, verso gli Alleati che lottano per distruggere Hitler e Mussolini, verso i nostri fratelli dell’Unione Sovietica che da tre anni sopportano il peso maggiore della guerra per la liberazione del mondo intero dall’incubo delle barbarie hitleriana e fascista.

L’insurrezione generale del popolo contro i tedeschi e i fascisti, è il contributo che noi dobbiamo dare oggi alla lotta sana di tutto il mondo civile per mettere fine al più presto a questa guerra, scacciando quelli che ne sono i responsabili.

È insorgendo oggi per la nostra libertà che noi apriamo al nostro paese il cammino della sua redenzione, che noi garantiamo al popolo italiano un’avvenire in cui esso sarà pienamente libero e padrone dei suoi destini.

Per questo, compagni ed amici, non esitate. Gettatevi nella lotta con tutte le vostre forze, con tutto il vostro coraggio, con tutta la vostra audacia. Trascinate al combattimento tutte le forze popolari, antifasciste e patriottiche che sono strettamente unite e che sempre più dovranno essere unite nel grande movimento dei Comitati di Liberazione. Mettetevi alla testa degli operai, dei braccianti, dei contadini, dei giovani, delle masse di piccola e media borghesia delle città. Paralizzate con lo sciopero e con azioni di massa tutta la vita del Paese alle spalle dell’esercito hitleriano in ritirata. Attaccate questo esercito, i loro distaccamenti, i loro trasporti, con tutti i mezzi e tutte le armi. Che i Distaccamenti armati moltiplichino le loro forze e si mettano alla testa dell’insurrezione popolare nelle città e nelle campagne. Per poter raggiungere questo obbiettivo, unite i distaccamenti isolati di partigiani in unità armate più ampie, sottoposte ad una stretta disciplina di guerra, dirette da capi che siano all’altezza della situazione. Rinnovate le eroiche tradizioni garibaldine. Fate ardere dappertutto la fiamma della guerra di tutto il popolo per la sua indipendenza e per la sua libertà.

Distruggete fisicamente i fascisti; spezzate il loro apparato di oppressione del popolo, prendete nelle vostre mani città e regioni intere dove darete vita a organi di potere popolari, fondati sull’unità e disciplina di tutte le forze antifasciste e sull’appoggio delle grandi masse.

Date alle forze alleate tutto l’aiuto di cui hanno bisogno per avanzare sempre più rapidamente verso la vittoria definitiva. Stringetevi attorno al Governo Democratico che la nazione si è dato, il quale con sempre maggiore energia conduce e condurrà la lotta per l’annientamento del fascismo, per la partecipazione dell’Italia alla guerra, per la democratizzazione del nostro paese, per soccorrere ai bisogni del popolo.

Da un capo all’altro dell’Italia occupata risuoni un grido solo: Alle armi, al combattimento tutti i figli del popolo per la libertà della Patria!

P. Togliatti (Èrcoli)

(Da «l’Unità», organo del P.C.I.)

GIOVINEZZA EROICA

È storia di pochi mesi e già assurge ad epopea ed è avvolta dalla luce della leggenda. Inerpicata sui monti, arbitra delle selve, sepolta nei cespugli, lungo le brughiere, ritta sui picchi scoscesi, fra le macerie brucianti delle case italiane distrutte dal furore teutonico, sempre pronta al cimento, sempre preparata alla bella morte, la Gioventù d’Italia rivendica l’onore, la libertà, la gloria della Patria.

Attorno a lei si addensano le folte schiere bene armate ed equipaggiate della tirannide straniera, serpeggiano nell’ombra i tristi sicari della scellerata progenia di Caino, si moltiplicano tutti i terribili mezzi di offesa della guerra moderna.

Tuona il cannone, crepita la fucileria; i Figli d’Italia procombono al suolo colpiti dallo stesso piombo che straziò le carni dei loro padri, ma i superstiti impavidi tengono alta e fiera la bandiera della Patria e lanciano la sfida suprema:

« Nessuna tregua finché il barbaro calpesti il sacro suolo d’Italia, finché il fascismo disonori un solo lembo della nostra terra ».

Ed i Distaccamenti si fanno Brigate, le Brigate Divisioni. Ormai l’esercito di Liberazione preme ed incalza dovunque il nemico: gli scribi non hanno più nemmeno il fiato di vilipendere e di diffamare, il bollettino tedesco non può più tacere l’esistenza e l’attività fervida, eroica, pericolosa di quei partigiani che disprezzò con burbanzosa alterigia.

Ancora una volta i pezzenti, i banditi, i fuorilegge scrivono la pagina più bella della storia della Patria.

Gli altri, i figli dei servi, cresciuti nell’atmosfera del vizio e del delitto, sono passati al soldo dell’« eterno barbaro » o nascondono la loro vigliaccheria negli anditi oscuri delle questure o prefetture.

Pezzenti? Si, sono laceri, seminudi, ma quanta nobiltà nei loro cenci, quanta luce nei volti emaciati in cui mille patimenti hanno segnato dei solchi profondi.

Durante le gelide notti invernali, i patrioti montano di fazione a coppie e si tengono abbracciati per non morire dal freddo. Al termine dell’estenuante servizio di guardia, una fetta di polenta fredda ed una sorsata di acqua li attendono, prima di stendere le membra intirizzite su d’un letto di foglie. Eppure domandate a questi giovani che cosa desiderano mai, più di ogni altra cosa: « un’arma, un’arma nuova, delle munizioni e dei capi ».

(Da l’« Avanti! », giornale del P.S. di U.P.)

AVANTI, VOLONTARI DELLA LIBERTÀ, ALLA VITTORIA!

Mai, in tanti secoli di storia, il popolo italiano ha scritto come ora una pagina più luminosa di inimitabile eroismo e di consapevole sacrificio.

Il mondo stupefatto, ammira questa imprevedibile rinascita, dopo vent’anni di obbrobriosa servitù e di inerte acquiescenza alla tirannide fascista e tedesca.

Ed il merito di questa rivelazione delle energie latenti di un popolo, che esplodono ora con impeto irresistibile per la rivendicazione della libertà e dell’indipendenza della patria, spetta a quella generosa grande parte della gioventù italiana che, malgrado il crollo di tutte le secolari istituzioni, abbandonata a se stessa, circuita da ogni violenza e con ogni frode, getta superbamente l’ardente anima contro l’infame destino e col proprio olocausto riesce a piegarlo, a ricacciarlo, risollevarlo sui corpi esanimi dei Martiri e degli Eroi, la bandiera insanguinata dell’Italia immortale.

Così nell’Abruzzo, così nel Lazio, così nelle Marche e nella Toscana, ed ora qui nella gloriosa terra di Emilia e di Romagna, che fu sempre e sarà ancora il letto di morte degli invasori e dei despoti.

Il bestiale proclama di Kesselring, che minaccia lo sterminio di un popolo per impedire la legittima reazione contro le sue orde di predoni e di assassini, è l’urlo forsennato della belva impotente che teme d’essere ricacciata nella sua tana. Ma se le minacce, le stragi, gli incendi, le distruzioni non impaurirono i primi sparuti gruppi d’avanguardia che, pur male armati e mal nutriti, iniziarono la lotta memoranda, tanto meno potranno influire sulla volontà decisa ed imperiosa delle attuali Divisioni e Brigate Partigiane, che il risorto Governo Italiano in Roma, democratica espressione di tutto il popolo, consacra come il suo vero, genuino e formidabile esercito della Liberazione nazionale.

Da oggi i Volontari della Libertà ed i loro capi fanno parte integrante dell’Esercito Italiano, sono, a qualunque effetto, soldati ed ufficiali della nuova Italia; oggi sono truppe operanti, perfettamente inquadrate sotto la guida di un Comando Unico, che agiscono alla pari degli eserciti Alleati, con uguali doveri e diritti.

Per virtù loro l’Italia ha riconquistata la dignità di nazione e marcia all’unisono con le altre, per liberare l’Europa dalla vergognosa tirannide nazifascista.

Le vittorie anglo-americane sui campi d’Italia e di Francia, le vittorie dell’Armata Rossa che stanno portando la guerra in terra tedesca, la rivolta che serpeggia in Germania e spinge gli scherani di Hitler alla frenesia di inutili quanto feroci massacri di generali e soldati, la valanga rivoluzionaria che ormai invade tutte le regioni occupate e seviziate dai barbari, sono l’espressione del desiderio di libertà che anima tutti i popoli.

Le Brigate fiorentine ed emiliane, secondo l’ordine del Comando Supremo Alleato, già entrano decisamente in azione. Il popolo fremente attende l’eco delle prime battaglie, che saranno certamente coronate dalla vittoria, orgoglioso di questi suoi figli che combattono per la libertà del nostro paese, per la salvezza delle nostre case, delle nostre donne, dei nostri bambini. Al piombo si risponderà col piombo, alle rappresaglie con le rappresaglie. Ogni zolla di terra sarà un’insidia per il nemico, ogni strada una trappola, ogni casolare un fortilizio, ogni campana una voce tremenda che accusa e condanna. Su figli d’Italia, alla riscossa, con tutte le armi e tutti i mezzi.

Il tedesco deve bagnare col proprio sangue il nobile paese che ha disonorato, deve lasciare qui la preda che fece derubando il popolo lavoratore, deve trovare qui, nel paese tradizionale della libertà la sua fine ingloriosa e la tua tomba.

La Patria, redenta dalla servitù e dall’abominio del tradimento fascista, ritornerà ancora, mercé il vostro eroismo, maestra di giustizia e di diritto fra le genti.

Nelle Sap – Organizzazione armata territoriale di massa, movimento ausiliario delle formazioni partigiane, devono prendere posto nel combattimento.

Patrioti, affratellatevi nella comune lotta e con decisa volontà per il bene della Patria iscrivendovi nelle Brigate della Sap.

RICONOSCIMENTI INVOLONTARI

Diamo più sotto copia dell’indirizzo inviato dallo Stato Maggiore dello pseudo esercito repubblicano a tutti i comandi dipendenti, trovato, con altri documenti, in possesso d’un ufficiale superiore catturato da un Distaccamento partigiano.

Stato Maggiore Esercito

Uff. Operazioni e Servizi

Copia

  1. 08-1601-Op. P.C. 865, 31 aprile 1944

Oggetto: Direttive di un Comando di reparti partigiani

Indirizzi

Richiamo l’attenzione di tutti i dipendenti Comandi sul contenuto della circolare annessa emanata dal sedicente Comando del Distaccamento partigiani di Modena della Brigata Garibaldi Sud Emilia.

Traspare dalla circolare come il ribellismo tenda ad acquistare organicità di indirizzo e coscienza delle proprie possibilità e deficienze, per conseguire carattere sempre più unitariamente aggressivo e spirituale ripudiando le odiose rapine e gli atti di comune delinquenza finora perpetrati.

I capi del movimento ribelle si mostrano inoltre decisi a conferire crescente prestigio alla propria personalità, e selezionare i gregari con riguardo solo alla loro più assoluta fedeltà, audacia e spregiudicatezza; a perfezionare spionaggio e controspionaggio, ad adottare i metodi di lotta più irregolari, di insidia, imboscate e colpi di mano terroristici, con molte piccole bande e cellule, coordinate nell’azione e spiritualmente unite in una lotta senza quartiere, contro fascisti, filofascisti e — da ultimo — tedeschi.

Tutti i Comandi, dalla conoscenza del pensiero e dei metodi di azione del ribellismo, ne traggano norme per orientare i propri uomini ad affinare i propri mezzi di lotta onde contrapporre all’avversario metodi e spiriti intonati ed agguerriti alla bisogna.

Il Capo di Stato Maggiore

f.to generale Mischi

  1. e. e.

Il Capo Uff. armi e addestramento

f.to capitano Grenga

Quanto sopra pubblicato si commenta da solo.

Fonti:

NAZARIO SAURO ONOFRI – Gli antifascisti, i partigiani e le vittime del fascismo nel bolognese (1919-1945) – Volume I – COMUNE DI BOLOGNA – 2005

 

LUCIANO BERGONZINI – LUIGI ARBIZZANI – LA RESISTENZA A BOLOGNA – TESTIMONIANZE E DOCUMENTI – VOLUME II – LA STAMPA PERIODICA CLANDESTINA – Istituto per la Storia di Bologna – 1969

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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