«Intitoliamo il mausoleo di Affile a partigiani e vittime delle colonie»


La proposta del presidente Anpi all’avvio del processo al sindaco che ha dedicato un sacrario al generale Graziani. «Chiediamo rispetto della memoria e della storia. Stazzema e Marzabotto si propongono come parti civili. Rinvio al 12 febbraio. di Fabrizio Peronaci

«Antifascismo fanatico? No, il nostro è rispetto della memoria e della storia, che ha condannato chi combatté al fianco dei nazisti, contro i soldati italiani. Oggi è un giorno importante e…» Davanti al tribunale di Tivoli, dove è iniziato il processo sul la vicenda del mausoleo di Affile dedicato al generale Rodolfo Graziani, ministro della Guerra nella repubblica-fantoccio di Salò, il presidente dell’Anpi è sollevato. Ma si ferma, esita… Vuole essere certo che la sua non venga scambiata per una provocazione.

Prima udienza

Ernesto Nassi sorride, conclude la frase: «…E vorrei fare una proposta: il mausoleo dedichiamolo ai partigiani della Valle dell’Aniene e alle migliaia di martiri del colonialismo in Libia, Somalia, Etiopia. Non ci sarebbero spese aggiuntive – insiste Nassi, 74 anni, pensionato postelegrafonico, figlio di un combattente nelle formazioni di Giustizia e libertà – basta decidere, per così dire, un cambio di destinazione: quello stesso manufatto venga utilizzato per ricordare le vere vittime». Nel giorno dedicato alle schermaglie legali, insomma, l’Anpi rilancia. Ieri mattina a Tivoli, alla prima udienza del processo per apologia del fascismo e vilipendio della Costituzione, oltre al sindaco del piccolo comune in provincia di Roma, Ercole Viri, c’erano i rappresentanti dell’Anpi dai quali è partita la denuncia e quelli di centri tristemente famosi come Stazzema e Marzabotto, medaglie d’oro al valor militare, che hanno chiesto di potersi costituire parte civile.

Rito abbreviato

É un processo-simbolo, che interpella i valori della Resistenza e la necessità di custodirne la memoria, ma anche un procedimento penale concreto, mirato a circoscrivere fatti e responsabilità. L’udienza è durata pochi minuti: il giudice, preso atto della richiesta dell’avvocato difensore, ha disposto il rito abbreviato, che si terrà il 12 febbraio 2016. In quella sede, oltre 70 anni dopo, sarà deciso se un mausoleo a Graziani rappresenti un «oltraggio» (come tale perseguibile) o, al contrario, è chi vi si oppone a cadere nell’errore del «fanatismo», in un’epoca in cui «l’antifascismo militante è archiviato», come ha scritto giorni fa il Secolo d’Italia. Lui, il partigiano Nassi, ci crede: «Chiedere il rito abbreviato solitamente corrisponde a un’ammissione di colpa. Otterremo giustizia, finalmente, per le migliaia di morti partigiani e nelle invasioni coloniali».

Fonte: roma.corriere.it

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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