L’attività militare della «Stella Rossa» attraverso i bollettini del C.U.M.E.R.


La storia combattente della Brigata Stella Rossa attraverso i bollettini del C.U.M.E.R.

 23 Novembre

Il primo nucleo della Brigata sabota un treno in lo­calità Grizzana, sulla direttissima Bologna-Firenze; in­cendiati e distrutti 6 vagoni di benzina e 4 automezzi.

28 Gennaio

Una squadra di 4 uomini attacca la caserma della mi­lizia di Monzuno.

5 Febbraio

Un esiguo numero di uomini ha attaccato sulla Bologna-Firenze in località Gardelletta (cabina), auto­mezzi repubblichini. Da parte nemica si sono avuti 6 morti e 12 feriti, da parte nostra 1 ferito leggero.

8 Febbraio

Nuovo attacco ad automezzi fascisti e tedeschi nei pressi di Grizzana. Da parte nemica 26 morti e 4 feriti. Da parte nostra 1 ferito leggero.

15 Febbraio

Un secondo nostro attacco alla caserma della milizia di Monzuno che ha arrecato al nemico la perdita di 6 uomini dei quali 5 morti.

18 Febbraio

Un attacco da parte delle SS. si è risolto con la morte di 2 uomini da parte nemica. Perdite nostre 2 morti.

Marzo

Nella galleria della direttissima Pianoro-Vado, una squadra della Brigata sabota un treno distruggendo 44 vagoni carichi di munizioni e benzina. In questo mese sono state più volte tagliate le linee telefoniche che ser­vivano di collegamento alle truppe tedesche.

23 Marzo

Nuovo attacco da parte della SS. tedesca ed italiana ad un nostro distaccamento. Il combattimento si è ri­solto con un morto e 5 feriti da parte nemica. Nessuna perdita da parte nostra.

Aprile

In questo mese la Brigata ha effettuato continui spo­stamenti.

3 Maggio

Un attacco è stato sferrato dal nemico in località Gardelletta; la battaglia si è conclusa con 12 morti e 24 feriti da parte tedesca e 4 morti ed 1 ferito da parte dei repubblicani. Un ferito leggero da parte nostra.

28 Maggio

Negli ultimi giorni di maggio ingentissime forze te­desche coadiuvate da reparti della milizia ci hanno at­taccati; raggio d’azione Sasso-Marzabotto-Grizzana- Vado-Gardelletta-Murazze-Quercia; luogo di batta­glia: S. Silvestro, M. la Villa, M. Sole, Caprara, S. Martino. La cruenta battaglia si è prolungata per oltre 15 ore di fuoco consecutivo. Da parte tedesca si sono avuti 554 morti e 630 feriti oltre ad un numero abba­stanza considerevole di automezzi carichi di munizioni e materiale vario incendiati. Da parte nostra sono glo­riosamente caduti 2 compagni e 3 sono stati leggermen­te feriti. Dopo la Battaglia di Monte Sole, la Brigata si sgancia verso M. Bastione, M. Rifredi.

2 Giugno

Una infiltrazione di SS. italiane e tedesche in località Madonna dei Fornelli-S. Benedetto è stata eliminata con 7 morti e 24 feriti. Da parte nostra 1 ferito leggero. Nella stessa località il 23 maggio sono stati fatti prigio­nieri 5 tedeschi più tardi giustiziati.

Nuova infiltrazione da parte tedesca nello stesso giorno, è stata eliminata con la distruzione di 2 mac­chine; il nemico ha subito la perdita di 15 uomini dei quali 14 morti; da parte nostra 1 ferito leggero.

4 Giugno

È stata compiuta un’azione di sabotaggio di grandis­sima importanza da parte di 20 uomini di un nostro di­staccamento. I magazzini della Todt situati in località Baragazza, sulla Futa sono stati vuotati ed in seguito distrutti. Con questa azione si è ottenuto lo sciopero generale permanente dei lavoratori della Todt.

6 Giugno

La Brigata si sposta in questi giorni verso Monte Pa­store. Grande affluire di uomini nelle file della Brigata che è rientrata in azione nella prima quindicina del me­se. Una macchina del Comando superiore tedesco vie­ne catturata ed un maggiore, un capitano, un mare­sciallo ed un soldato fatti prigionieri. Gli importanti documenti trovati sono poi stati trasmessi al Comando Militare Regionale.

Un esiguo numero di partigiani ha compiuto, nella zona di Tolè-Savigno, operazioni, disarmando le ca­serme della milizia di queste due località. Alcuni militi catturati sono stati giustiziati.

Un combattimento si è svolto a Montasico (Monte)-Molinello, conclusosi con 25 morti e 5 feriti da parte tedesca e 2 morti ed 1 ferito grave, più tardi deceduto, da parte nostra.

Alla Quercia sono stati catturati, dopo essere stati disarmati nella loro stessa caserma, 14 militi, in seguito giustiziati.

24 Giugno

Nuovo rastrellamento compiuto da forze tedesche coadiuvate da SS. italiane e da reparti della milizia. Sul Monte Vignola mentre metà della Brigata si spostava a Monte S. Pietro, l’altra metà entrava in azione elimi­nando con intensa azione di fuoco 130 tedeschi e 230 fascisti.

Da parte nostra 1 partigiano cadeva gloriosamente.

1 – 10 Luglio

La Brigata prosegue il suo sganciamento raggiun­gendo Castelletto, Monte Ombraro, Zocca, Tolè e di nuovo Monte Sole. Durante lo sganciamento nella zo­na di Monte Ombraro un esiguo numero di nostri com­pagni ha eliminato una macchina tedesca i cui compo­nenti erano: 1 tenente e un maresciallo della SS. tede­sca. Nelle operazioni di sganciamento sono stati cattu­rati inoltre alcuni fascisti in seguito giustiziati.

11 Luglio

Nelle prime ore del mattino alcuni componenti la Brigata hanno sabotato due treni carichi di nafta, ben­zina, automezzi. Fra l’altro sono andati distrutti alcuni carri armati.

14 Luglio

Un distaccamento della brigata in operazione su al­tro versante ha catturato 5 fascisti di Monzuno e più precisamente: il reggente del fascio del paese, il coman­dante del presidio e tre vecchi squadristi ben noti nella zona per le loro soperchierie.

16 Luglio

Nei pressi di Pioppe di Salvaro un distaccamento della Flak è stato disarmato. Sono stati catturati: 1 fu­cile mitragliatore con relative munizioni, 10 moschetti e munizionamento, vestiario e materiale vario.

17 Luglio

Nella notte che precede il giorno 17 i tedeschi si sono portati nella macchia del Farneto ed all’alba attaccava­no di sorpresa un distaccamento della Brigata «Buozzi» composto di una quarantina di uomini. Essi si dife­sero magnificamente, nonostante fossero armati di sole pistole.

D’altra parte un distaccamento della nostra Brigata che si trovava a Monteacuto Ragazza, interveniva a so­stegno dei partigiani attaccati. Questo aiuto però non poteva essere efficace per la distanza e la configurazio­ne del terreno. Il distaccamento della Brigata «Buozzi» ebbe 3 morti, alcuni feriti e due prigionieri fucilati, uno dei quali, prima di morire inneggiò alla Russia ed a Stalin.

I contadini hanno visto portare via dai tedeschi dei sacchi dove con ogni probabilità erano stati posti i loro caduti.

Al mattino seguente una nostra pattuglia ha raccolto gli eroici compagni caduti, che sono stati sepolti al can­to degli inni nostri, nel cimitero di Bulcianella. Questi caduti sono stati in parte immediatamente vendicati, in quanto venne subito individuata la spia che aveva indi­cato ai tedeschi la dislocazione del distaccamento della Brigata «Buozzi», spia che è stata giustiziata.

Instancabile è stata l’attività di questa Brigata anche nell’ultima decade di Luglio e nei primi giorni di ago­sto. Le sue forze sono state impegnate in numerosi, duri combattimenti contro i tedeschi ed i fascisti bat­tendosi sempre con quel valore che è dote precipua del suo Comandante e degli uomini che la compongono.

Dal 22 luglio al 3 agosto il nemico ha avuto un centi­naio di uomini uccisi e numerosissimi altri feriti, inol­tre ben 21 automezzi venivano distrutti. Le perdite della Brigata si riassumono in 4 eroici Partigiani morti gloriosamente in combattimento, mentre altri restava­no feriti. Ecco la cronaca delle azioni compiute dalla Brigata «Stella Rossa»:

Il 17 luglio il 1° Distaccamento dislocato sul Farneto, attaccava una colonna di SS. tedesche e militi fasci­sti infliggendo loro le seguenti perdite: 5 morti e due feriti oltre ad un automezzo distrutto. Da parte nostra un ferito leggero. Il nemico incapace di far fronte ai Partigiani ha rivolto le sue ire sulla popolazione della zona che ha subito rappresaglie

Il 22 luglio rastrellamento da parte di SS. tedesche e reparti della milizia presso Monte Salvaro. Nei com­battimenti protrattisi dall’alba al tramonto il nemico perdeva un capitano ed un maresciallo delle SS. tede­sche uccisi, mentre una macchina veniva distrutta. 4 Partigiani cadevano gloriosamente sul terreno della lotta.

Sempre nello stesso giorno, alle ore 13 il 3° Distacca­mento entrava in Monzuno per assaltare la locale Ca­serma della milizia. Catturava una macchina della po­lizia repubblicana, recuperando 2 fucili mitragliatori con relative munizioni. In seguito ad intervento tede­sco reagiva uccidendo un sottufficiale ed un milite.

Nella notte del 23 luglio si sono avuti vari scontri in località Pioppe di Salvaro-Ponte Ossero e Marzabotto- Lama di Reno, sulla strada della porrettana. Due mac­chine venivano distrutte a Marzabotto ed altre due a Pioppe. 4 tedeschi restavano uccisi e diversi altri feriti. Le SS. tedesche hanno compiuto rappresaglie contro la popolazione civile.

Sempre il 23 luglio il 2° Distaccamento si recava in lo­calità Mulino di Pian di Setta per macinare il grano. Il proprietario del mulino, noto fascista apriva il fuoco contro i Partigiani che reagivano uccidendolo unita­mente alla moglie e al genero che gli avevano dato man forte. Nel frattempo tre macchine piene di tedeschi ac­correvano in aiuto dei fascisti, ma dopo un combatti­mento protrattosi per tutta la nottata, i tedeschi si riti­ravano lasciando sul terreno 4 dei loro morti, mentre le macchine venivano completamente distrutte. Anche in questa occasione la popolazione ha dovuto subire rap­presaglie.

Il 25 luglio a Monte Sole, una pattuglia di tedeschi delle SS. tentava una puntata contro il 2° Distaccamen­to. Attaccata alle spalle dai nostri, la pattuglia veniva completamente eliminata. In questa occasione il nemi­co aveva 7 morti e 6 feriti.

L’artiglieria nemica entrava poi in azione battendo per circa un’ora la zona occupata dal 2° Distaccamento che ripiegava in perfetto ordine dopo aver avuto un fe­rito.

Il 27 luglio una nostra pattuglia fatta segno al fuoco di una macchina tedesca, in località Polverara (Comu­ne di Vado) reagiva uccidendo un tedesco e ferendone altri due.

Una autocolonna tedesca veniva attaccata da un no­stro distaccamento, il 24 luglio il località Pioppe (Marzabotto). Dieci autocarri venivano distrutti e 64 tede­schi uccisi, oltre a numerosi altri feriti. Sempre nella stessa giornata una squadra di 4 uomini del 3° Distacca­mento attaccava nei pressi di Calvezzano due autocarri con rimorchio carichi di materiale. I due automezzi ve­nivano distrutti ed i soldati di scorta uccisi.

Il 29 luglio una squadra di 9 uomini, del 3° Distacca­mento, entrata in Monte Pastore catturava il reggente del locale fascio repubblicano colpevole di attività spionistica. Dopo aver fatto il nome di numerose altre spie il traditore veniva giustiziato.

Venivano pure giustiziati due militi, padre e figlio, rei di aver fatto fucilare a Pian del Voglio due giovani renitenti alla leva. Altra spia veniva giustiziata il 30 lu­glio nei pressi di Medelana.

Il 3 agosto una squadra di 7 uomini ha catturato nei pressi di Sibano due tedeschi e dopo averli disarmati li passava per le armi.

Durante tutto il periodo sopraindicato, la Brigata è stata impegnata in un tentativo di rastrellamento dura­to parecchi giorni ed effettuato da circa 8.000 tedeschi s fascisti fra Monzuno-Monghidoro-S. Benedetto. La Brigata si è ritirata su nuove posizioni senza subire per­dite.

1 Agosto

Nostra pattuglia (1° Distaccamento) in servizio esplorativo si scontrava nei pressi di Castel Alpe con pattuglia guardiafili tedesca composta da un sottuffi­ciale e un soldato. All’intimazione dell’alto là tentava­no di fuggire. Venivano presi, interrogati e confessava­no di trovarsi in servizio. Venivano passati per le armi. Sono state recuperate due pistole e n. 20 colpi.

2 Agosto

Squadra d’azione del 1° Distaccamento in servizio esplorativo nella zona di Piamaggio di Monghidoro, attaccava nella notte un’autocorriera tedesca. Veniva­no uccisi 2 tedeschi e uno ferito. Sono stati recuperati: 1 fucile, 1 rivoltella, n. 60 colpi, una borsa di cuoio contenente carte topografiche dell’Italia del tipo aero­nautico, documenti vari, 1 coperta e 2 pastrani di gom­ma. L’automezzo è stato distrutto.

3 Agosto

Nostra pattuglia (1 ° Distaccamento) in servizio nella zona di Piamaggio di Monghidoro, procedeva al taglio e distruzione di fili e cavi telefonici e telegrafici, para­lizzando il servizio di comunicazione fra i vari comandi della zona. Le distruzioni ed i tagli sono stati effettuati in vari punti.

4 Agosto

Nostra pattuglia (1° Distaccamento) procedeva al taglio di fili telefonici nella zona del passo della Rati- cosa, interrompendo le comunicazioni. I tedeschi esegui­vano azione di rastrellamento con esito negativo.

5 Agosto

Nella notte il 3° Distaccamento si portava a S. Nico­lò percorrendo il Monte Venere. La pattuglia d’avan­guardia si scontrava con una pattuglia tedesca che im­pegnava in combattimento per circa 20 minuti. Le per­dite del nemico erano 1 morto e un ferito grave. Da parte nostra un ferito leggero. Durante la marcia di ra­strellamento la compagnia procedeva al taglio di linee telefoniche e telegrafiche del nemico.

11 Agosto

Pattuglia del 1° Distaccamento procedeva al fermo di un fascista repubblicano del battaglione della morte in permesso a Castel dell’Alpi. Veniva recuperato 1 moschetto con relative munizioni. Il fascista veniva più tardi passato per le armi.

12 Agosto

Nella notte il 3° Distaccamento durante uno sposta­mento distruggeva nella zona di S. Benedetto Val di Sambro numerose linee telefoniche, asportando fra l’altro 300 metri di filo.

10 Agosto

Una pattuglia del 4° Distaccamento procedeva al fermo del fascista Bortolotti Duilio il località Farnetola. È stato in seguito giustiziato.

11 Agosto

Una pattuglia del 4° Distaccamento catturava i fa­scisti Preti Gaetano e Masetti Ernesto che venivano giustiziati.

13 Agosto

Nelle prime ore del giorno nostra pattuglia (4° Di­staccamento) intercettava una pattuglia di sicurezza te­desca con la quale impegnava combattimento. L’esito di questo era soddisfacente: 2 tedeschi fuori combatti­mento. Veniva poi effettuata un’azione di rastrella­mento che portava al ferimento di un altro tedesco.

14 Agosto

Da nostra pattuglia veniva catturato il fascista Zagnoni Lucio che veniva giustiziato.

16 Agosto

Una pattuglia del 2° Distaccamento si portava a Monghidoro prendendolo d’assalto per ben due volte e causando la morte di 25 tedeschi mentre numerosi altri nazisti restavano feriti. Al ritorno, incontrata una macchina Fiat 626 con a bordo 12 soldati, la distrugge­va buttandola in un burrone.

17 Agosto

Una pattuglia del 2° Distaccamento distruggeva nei pressi di Pian del Voglio un torpedone con a bordo 12 ufficiali, 6 dei quali sicuramente uccisi e gli altri feriti. Nel rientrare tagliava le comunicazioni telefoniche tra Madonna dei Fornelli e Pian del Voglio.

18 Agosto

Un gruppo di tedeschi tentava di sorpresa una pun­tata contro il 2° Distaccamento che contrattaccando infliggeva al nemico le seguenti perdite: 7 morti ed al­cuni feriti, recuperando inoltre alcune bombe a mano e nastri di mitragliatrice. Lo scontro durava dalle 15 alle 19.

19 Agosto

A seguito dell’azione del 18/8 è stato accertato che fra i morti nemici vi era il tenente comandante il pattuglione stesso.

Nelle prime ore del giorno successivo, nuove e più numerose pattuglie tedesche in azione esplorativa, si spingevano nella zona presidiata dal 3° Distaccamento che al comando di Tito immediatamente le attaccava­no respingendole dopo circa 2 ore di combattimento, sulla base di partenza. Verso le ore 15 il nemico, rin­forzato in uomini e in mezzi, tentava ancora una pun­tata sulla stessa posizione. Il Distaccamento dopo circa 2 ore di lotta si sganciava, avendo inflitto al nemico le seguenti perdite: 15 morti, tra i quali il maggiore co­mandante che veniva ucciso dal partigiano russo Cara- ton e circa 20 feriti.

Successivamente il Distaccamento si univa al grosso della Brigata, nel frattempo schieratosi ai lati della zo­na di combattimento, fra Monte Freddi e M. Oggioli. La Brigata così al completo iniziava l’attacco allo sco­po di accerchiare i reparti nemici i quali, accortisi della manovra, tentavano disordinatamente di fuggire verso le batterie a Pietramala, situati ai piedi di M. Oggioli stesso. Ma il 1° e il 2° Distaccamento già pronti per l’attacco, ingaggiavano combattimento contro i gruppi che cercavano di porsi in salvo, lungo il costone bosco­so ove si trovavano protetti dal tiro delle batterie, che venivano però attaccate dal fuoco concentrato dei no­stri fucili mitragliatori e costrette al silenzio, dato il ti­ro ravvicinato. Inoltre veniva preso sotto il nostro tiro l’accampamento delle batterie c.a. Al nemico venivano inflitte le seguenti perdite: 7 morti e 30 feriti.

Durante l’azione suddetta, veniva pure colpita una macchina di tipo imprecisato, transitante sulla strada per la Futa, con a bordo, secondo nostro servizio in­formazioni e degli operai della Todt di Pietramala, il colonnello Fenn, già comandante dell’organizzazione Todt di quel settore. La stessa sorte subiva, pochi istanti dopo, un motociclista tedesco di passaggio sulla stessa strada.

Il combattimento si protraeva sin verso le 19. Alla sera, dato che il nostro servizio informazioni ci comu­nicava che forti contingenti nemici provenienti da Monghidoro, Fiorenzuola, Covigliaio, M. Fredente, S. Benedetto vai di Sambro, Bruscoli, Madonna dei Fornelli e Castel dell’Alpi, si stavano concentrando per l’accerchiamento di tutta la zona, il Comandante della Brigata dava ordine di sganciarsi verso la zona di X. Il movimento si effettuava indisturbato.

Nostre perdite nel complesso dell’azione della Briga­ta: 1 disperso. Sono in corso, per questo, accertamen­ti.

22 Agosto

Nostra pattuglia (Mario il Piccolo) procedeva al fer­mo del commissario prefettizio di Marzabotto, losca figura, da tempo ricercato perché spia, guidava i tede­schi al rastrellamento o segnava le case da incendiare.

Veniva giustiziato fra la gioia unanime di tutta la po­polazione della zona.

23 Agosto

Pattuglia della 1a Compagnia del 1° Battaglione procedeva alla tosatura di due donne, in Gardelletta, perchè riconosciute filotedesche.

Una pattuglia al comando di Mario il Piccolo proce­de al fermo di due elementi riconosciuti appartenenti alle SS italiana al servizio dei nazisti. Sono stati giustiziati.

Una pattuglia al comando di Marino procedeva al fermo di un giovane risultato essere iscritto alle SS. Ve­niva giustiziato dopo l’interrogatorio che portava alla luce i suoi misfatti.

24 Agosto

Elementi della IVa Compagnia al comando di Bill procedevano all’azione di brillamento con mine nel far saltare il ponte stradale sulla rotabile proveniente da Castiglione per Bologna. L’azione riusciva in parte in quanto una delle due mine non brillava. Purtuttavia il ponte veniva danneggiato si da non permettere il traffi­co per 12 ore circa.

Una squadra della IVa Compagnia al comando di Settimo riusciva a recuperare una mitragliatrice S. Etienne; 950 colpi per la stessa, varie munizioni e bom­be a mano. Tutto questo in accordo con il C.D.L.N. di Castiglione dei Pepoli.

25 Agosto

Squadre della IVa Compagnia al comando di Gamberini in zona Montovolo scendeva per attaccare una pattuglia tedesca avvistata dalle nostre vedette. Rien­trava però rinunciando al combattimento, per evitare perdite tra la popolazione civile, in quanto la pattuglia forse con questo piano già predisposto, si era unita a civili di ambo i sessi.

25 Agosto

Nostra squadra al comando di Marino procedeva al fermo dopo vari appostamenti, di un pericoloso fasci­sta della zona di Marzabotto. Dopo l’interrogatorio veniva giustiziato.

Elementi della 3a Compagnia disarmavano un tede­sco in Gardelletta. Non veniva giustiziato perchè quasi sicuramente si sarebbe verificata la distruzione del pae­sino, già tante volte minacciata. Venivano recuperati: 1 fucile e una rivoltella con munizioni.

Nostra pattuglia al comando di Mario il Piccolo pro­cedeva al fermo del fascista Calzolari, nel comune di Marzabotto, elemento questo riconosciuto per delato­re e spia a fianco del commissario prefettizio di detto comune. Dopo l’interrogatorio veniva giustiziato. Pat­tuglia della IVa Compagnia parte per intercettare una macchina tedesca con a bordo ufficiali incaricati di ri­lievi topografici nella zona (Montovolo-Bruccianella) attaccata la macchina ne seguiva un breve scontro. Immediatamente sopraggiungevano rinforzi nemici tra­sformando lo scontro in vera battaglia. Da parte no­stra venivano prese le misure necessarie per maggior­mente offendere. Con l’appoggio delle nostre armi pe­santi il nemico viene posto in fuga. Da accertamenti subito dopo eseguiti risultava che i tedeschi avevano la­sciato sul terreno 12 morti.

29 Agosto

Un fascista veniva catturato e giustiziato da una pat­tuglia della Va Compagnia. Zona Pioppe di Salvaro.

5 Settembre

Una ragazza filo-fascista veniva tosata da una pattu­glia della IIIa Compagnia.

Nostra pattuglia della IVa Compagnia procedeva al fermo del fascista Palmieri già appartenente alle nostre file ed in seguito passato al nemico. Veniva giustiziato.

In questo periodo la Brigata rientra al completo per la formazione dei quadri. Vengono formati tre batta­glioni ed uno è in via di formazione.

24 Settembre

Nostra pattuglia catturava due tedeschi che si spac­ciavano per francesi in servizio spionistico nella zona. Venivano giustiziati.

26 Settembre

In località Acqua Fresca di Monzuno, veniva attac­cato una moto-carrozzetta porta ordini. Venivano uc­cisi due soldati. Una grossa pattuglia nemica sorpren­deva i nostri uomini che riuscivano a ripiegare ordina­tamente con due feriti.

27 Settembre

Attacco a soldati tedeschi addetti alla requisizione del bestiame. Venivano uccisi 4 e 2 feriti. Nel ritorno attaccato macchina sulla strada di Monzuno-Brigola, una macchina ed un cavallo distrutti. In località Cerpiano attaccato tedeschi: 5 morti. A Ignano altro at­tacco che portava all’uccisione dei 21 tedeschi. Da par­te nostra un ferito.

28 Settembre

Numerosi pattuglioni tedeschi tentavano una punta­ta in direzione della Quercia e della Villa. Durante il passaggio del fiume Setta i tedeschi venivano battuti da nostre armi automatiche. Molti i morti trasportati dal­la corrente del fiume in piena. Non accertate le perdite nemiche. In località Villa venivano battute le strade nelle quali incendiavano vari autocarri. Il traffico veni­va interrotto per circa due ore. Le perdite nemiche una sessantina di uomini. Da parte nostra un ferito.

29 Settembre

Rastrellamento da parte di contingenti tedeschi e fa­scisti in tutta la zona di Veggio-Vergato-Marzabotto- Pioppe di Salvaro-La Quercia. Le forze tedesche attaccavano forte in uomini e armi tutti i nostri posti, alcuni dei quali venivano sopraffatti, mettendo il grosso delle forze in posizione disperata. Il 1° e 2° Battaglione ri­piegavano su Monte Salvaro dove il fuoco dei mortai e dei cannoni era meno intenso, mentre il 3° Battaglione si portava su Monte Sole. Il collegamento fra i vari Battaglioni veniva interrotto causa le posizioni acquisi­te in partenza dai tedeschi e il 2° Battaglione si difen­deva disperatamente contando le munizioni fino alla sera. Il 4° Battaglione si difendeva strenuamente nel li­mite delle proprie possibilità di munizionamento. Gli attacchi tedeschi si susseguivano per tutta la giornata ma venivano respinti, mentre la zona tenuta dal 1 ° e 2° Battaglione veniva nella mattinata stessa dopo una breve resistenza causa le posizioni insostenibili, abbandonata.

Una compagnia di russi del 3° Battaglione si com­portava bene. In seguito nella notte i Battaglioni non più in formazione per lo sbandamento avvenuto, si portavano verso le prime linee vicine del fronte e lo passavano producendo ancora perdite al nemico du­rante l’occupazione di Lagaro avvenuta ad opera del 1° e 2° Battaglione non al completo, dato che i movi­menti erano ostacolati dalla vicinanza del fronte. Il 3° e 4° Battaglione passavano in parte il fronte a scaglioni nella zona di Monzuno.

Le perdite tedesche non potutesi accertare risulte­rebbero di circa un centinaio di uomini. Da parte no­stra circa una cinquantina non sono rientrati e la cui sorte si dispera, causa inoltre la fermata del fronte. Al­cuni elementi si ferirono e uno morto causa mine. Mentre nella presa di Lagaro in località Molino Picco­lo i nostri riportavano un morto.

I tedeschi e i fascisti si imbestialivano contro i civili perchè non poterono distruggere la formazione parti­giana, uccidendo senza discriminazione, uomini, don­ne e bambini, nonché incendiando case.

A seguito del suddetto rastrellamento la maggior parte della Brigata passava il fronte riunendosi a Casti­glione dei Pepoli. A seguito di forte pressione del V. Comandante la Brigata, poteva portarsi nuovamente in linea a fianco della Va Armata e operava fino alla li­berazione di Bologna.

Altri elementi portatisi sulla Porrettana (Montese) dopo vari combattimenti passavano il fronte in novem­bre 1944, dove si riuniva alla Brigata medesima. Altri elementi portatisi sulla Porrettana raggiungeva, dopo forti perdite, Bologna, dove si riunivano alle organiz­zazioni Gap e Sap della città. Dal suddetto rastrella­mento si rimaneva privi di notizie del Comandante Musolesi Mario «Lupo», si sapeva però che il suddetto era riuscito ad uscir fuori dal rastrellamento, e si ebbe­ro notizie fin verso il dicembre 1944.

La Brigata dopo questo glorioso ciclo operativo contro i nazifascisti, conclusosi con la liberazione di Bologna, ha ripreso le sue attività nella costruzione dei paesi che hanno subito per le razzie germaniche.

Comunicato C.M.U.E.R. del 20 novembre 1944

comitato di liberazione nazionale corpo volontari della libertà

Comando Militare Unico Emilia Romagna

Sez. Propaganda    20 novembre 1944

comunicato

A smentita delle false affermazioni tedesche della stampa venduta al nazismo oppressori, questo Coman­do Unico Regionale delle forze del corpo volontari della libertà comunica:

Eseguendo un nostro ordine, l’8a Brigata Garibaldi, dopo duri e vittoriosi combattimenti, prendeva contat­to sulla linea del fronte con le armate alleate avanzanti. L’intera Brigata è stata riequipaggiata con armamento moderno ed ha partecipato, in prima linea, alla libera­zione di Forlì, dove già da sette giorni la 29a Armata Garibaldi G.A.P. impegnava numerose forze nemiche in una dura lotta di strada.

La 29a Brigata G.A.P. che ha validamente contri­buito alla liberazione di Bellaria, Cervia, e Cesena, l’8a brigata Garibaldina per la loro disciplina di alto spirito di combattimento sono state citate all’ordine del gior­no del Comando Alleato.

Reparti della Brigata Garibaldi: 170a, 62-63a e 64a, la Brigata «Matteotti», la Brigata «Stella Rossa», la Brigata «Giustizia e Libertà» unitamente ad altre tre Brigate della Divisione Garibaldina «Modena» ese­guendo un nostro ordine, dopo aver sostenuto duri combattimenti infliggendo gravi perdite al nemico, hanno preso contatto con le Armate Alleate nelle ri­spettive linee del fronte, accolte fraternamente.

Sono state rimaste e equipaggiate ed esse sono nuo­vamente in prima linea: pronte a partecipare con gli Alleati alla liberazione delle nostre città.

morte all’invasore tedesco!

morte ai traditori fascisti!

Il Comando Militare Unico Emilia Romagna

 

Rapporto della guida «Sigfrido» sul tentativo fatto di collegarsi con la Brigata «Stella Rossa»

Il 29 settembre 1944 sono partito da Bologna alle ore 9,30 con la guida della 63ª brigata per stabilire un contatto giornaliero (come mi era stato comandato) con la brigata Stella Rossa Leone.
Mi separai dalla guida che mi accompagnava a Casalecchio di Reno perché egli proseguiva per l’altra strada per lui più corta dovendo recarsi in luoghi diversi (distanti fra loro 30 o 40 km).

Da Casalecchio al Sasso Marconi nulla di nuovo, civili pochissimi, qualche squadra di 12 o 14 uomini tedeschi tutti a piedi. Però dal Sasso a Vado notai fermi sulla strada dei camion, dei cannoni e delle mitragliatrici pesanti, tutte delle SS tedesche. Più mi avvicinavo a Vado e più i soldati aumentavano. Pensai, dato che pioveva forte, si fossero fermati per causa della pioggia. Allorché vidi un carro di masserizie, domandai al proprietario dove andava ed esso mi rispose che erano costretti ad allontanarsi perché li avevano messi fuori di casa.

Giunto che fui a Vado, venni fermato dalle sentinelle che mi domandarono i documenti (capii che erano delle SS tedesche) e fui rilasciato.
Della popolazione civile, nulla in quei paraggi, mentre le altre volte ve ne era. Notai il ponte fatto saltare e, vicino alla località Bolognini, fui ancora fermato e nuovamente rilasciato. Vicino alla casa di Grimaldi, terzo alt ad opera di un maresciallo, sempre delle SS, che, con la rivoltella in pugno, mi ordinò di fermarmi accusandomi nel contempo di essere un partigiano. Gli mostrai allora i documenti ed egli, dopo averli esaminati, mi disse che potevo andare, avvertendomi che avevano attaccato i partigiani (ribelli, mi disse egli) e che questi sparavano sulla strada per la qual causa molte automobili erano state colpite.

Proseguendo, notai molto fumo dovuto agli incendi da loro applicati alle abitazioni dei contadini. Da questi compresi che il Lupo era sotto il rastrellamento ed io speravo di vedere qualcuno avendo con me il materiale, perché, se fin lì mi era andata bene, non avendo subito nessuna perquisizione, speravo che ancora tutto procedesse bene. Arrivato alla casa del commissario politico, ove generalmente mi fermavo perché aveva un vestito di ricambio, e ricordando come molte volte era sufficiente mi fermassi lì, notai con grande stupore che la roba di casa era tutta fuori e la casa occupata da un comando di SS. Io, che avevo speranza di potermi cambiare essendo tutto bagnato, dovetti a malincuore tenere i miei vestiti inzuppati e, non perdendomi d’ animo, proseguii oltre, fermandomi dove abitava il fratello di Lupo, ma trovai solamente un ragazzino che mi disse essere gli uomini nel rifugio a pochi passi. Recatomi là, trovai solamente una guida della brigata che mi diede notizie del rastrellamento sotto cui si trovavano in quel momento le formazioni della Stella rossa, ma che in quei paraggi vi era una squadra della brigata che non aveva potuto attraversare il fiume a causa di due feriti che aveva seco.
Erano le 12 quando arrivarono quelli delle SS che portarono via tutti gli uomini, vecchi e giovani. Dei 12 uomini che vi erano nel rifugio, solamente in quattro riuscimmo a portarci in salvo, essendo quelli più avanti.

Fu allora che portarono via la mia bicicletta unitamente ad altre tre; così rimasi a piedi.
In quel punto bloccarono la strada occupando la casa cantoniera. Mi portai immediatamente presso la squadra composta di nove uomini. Per arrivarci impiegai un’ora e mezzo camminando scalzo e dovendo entrare nell’acqua fino al ginocchio per attraversare un torrente.
In una caverna dove si erano rifugiati li potei vedere in uno stato pietoso: sporchi, laceri e con lunghe barbe, ma con lo spirito molto elevato. Sette di essi validi, gli altri due feriti, uno dei quali grave perché una pallottola, passandogli attraverso l’avambraccio sinistro, gli si era piantata sotto il cuore restando in cavità. Esso, con spirito di abnegazione, faceva coraggio agli altri; l’altro aveva la spalla destra passata da parte a parte. Nulla essi avevano per medicare le ferite e le fasciature erano fatte alla meglio con mezzi di fortuna.

Consegnai il materiale al capo squadra facendomi inoltre spiegare quello che era avvenuto della brigata che stavo cercando.
Egli mi raccontò allora che i tedeschi facevano saltare tutte le gallerie, i ponti, le cabine telefoniche, elettriche, i pali delle linee ad alta tensione, le teleferiche, le rotaie della ferrovia e tutto quello che era sulla ferrovia stessa. Questo il giorno 23 o 24 settembre 1944. Non sapeva come il Lupo fosse venuto a conoscenza che gli Alleati erano al di sopra di Lagaro (15 o 17 km dal luogo ove si trovava la brigata). Certo è che, credendo effettivamente a ciò, egli fece attaccare i tedeschi che stavano compiendo la distruzione di ogni cosa e impossessandosi così, dopo averli sconfitti, di un buon tratto di strada.

Il giorno 25 settembre vennero attaccati dalle brigate nere, ma respinsero tale attacco, facendo nel frattempo prigioniera una spia che, perquisita, venne trovata in possesso di due francobolli fra i quali vi erano segnate tutte le località occupate dalla brigata Stella rossa e di un portafoglio contenente 3000 lire, mentre altre 5000 lire le aveva legate sotto i testicoli. Nell’interrogatorio confessò di essere una spia e quindi, dopo regolare processo, [ fu ] giustiziato.
Fu nello stesso periodo che il Lupo prese sotto la sua protezione una parte della popolazione che era fuggita dalle case anche con del bestiame.

Il 28 settembre cominciarono ad arrivare le SS tedesche occupando la zona di Castiglione dei Pepoli e della prima linea fino al Sasso.

All’alba del 29 settembre attaccavano di sorpresa la brigata malgrado piovesse dirottamente. Verso le 10 del mattino cominciarono ad incendiare tutte le case da Lagaro fino al Sasso, dalla parte della Gardelletta, La Quercia, Rioveggio, La Villa, Casaglia e S. Martino (dove incendiarono pure la chiesa).
Lasciata la squadra, mi portai vicino alla strada maestra per vedere cosa vi fosse di nuovo, ma constatai che era ancora bloccata; biciclette non ve ne erano (perché le avevano portate via tutte); quindi non mi restava altro da fare che cercare di giungere a Bologna a piedi. Essendo già le ore 17, con la guida mi recai alle case Barbieri (Monzuno) dove potei trovare da dormire nella stalla.

Verso le 3 del mattino successivo (giorno 30 settembre) arrivarono un giovane di circa 17 anni e suo padre. Essi si erano salvati saltando dalla finestra e rifugiandosi in un canalone ove erano rimasti tutto il giorno. Dal punto in cui essi erano, poterono vedere fucilare gli altri 11 componenti la loro famiglia (comprendenti fra essi dei vecchi, delle donne e dei bambini).
Anche due ragazzine, pure esse fuggite, raccontarono che le SS tedesche, dopo aver incendiato le chiese di Casaglia e S. Martino, fucilarono in quest’ultima località oltre 200 persone.
Alla mia domanda se vi erano in quelle parti dei partigiani, esse mi risposero che quelli della compagnia dislocata nella zona non avevano fatta alcuna resistenza e che si stavano ritirando verso Monte Sole.

Spero che la brigata Stella rossa, che era a corto di munizioni, si sia potuta sganciare mettendo in salvo il grosso. Data la vastità della zona degli incendi, credo che una spia avesse indicato alle SS punto per punto; più di 60 case sono state date alle fiamme.

Alle ore 6,30 dello stesso giorno, mi incamminai a piedi su Monzuno (ove erano le batterie pesanti tedesche che sparavano contro gli Alleati), poi per Monte Rumici, Pieve del Pino, Brento, Paderno e Casaglia giunsi a Bologna alle ore 17 finendo così la mia missione senza sapere con certezza della sorte toccata alla brigata Stella rossa Leone.

Guida Sigfrido

Fonte: Giampietro Lippi – La Stella Rossa a Monte Sole – Ponte Nuovo Editrice Bologna

Approfondimenti:

La brigata Stella Rossa

Mario Musolesi nome di battaglia Lupo

Un ritratto di Mario Musolesi

Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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