Basta deporre corone riprendiamo le armi e finiamo la rivoluzione interrotta


Basta deporre corone riprendiamo le armi e finiamo la rivoluzione interrotta. Oggi 28 dicembre ennesima ricorrenza di un massacro fascista. I fratelli Cervi vengono fucilati per ritorsione, tutti i figli di una famiglia contadina vengono uccisi.

Come ogni momento di memoria, ci si ritrova a deporre corone alle lapidi, come ogni momento di memoria ci si ritrova a guardare indietro a voltare le spalle alla realtà idealizzando la forza, il coraggio di allora.

La guerra civile che sconvolse l’Italia diede origine alla nostra Repubblica, ormai è passata una generazione, chi ha combattuto in quegli anni ormai ci ha lasciato, il tempo è trascorso lentamente inesorabilmente.

Al mio titolo su fb mi è stato risposo con una frase:

Come diceva un vecchio comandante partigiano…loro hanno i droni, missili teleguidati…difficile prendere il fucile e lottare contro queste potenze. Che fare?

Già che fare, per riavere quell’Italia sognata dai nostri genitori e mai realizzata. Quella nazione che vista attraverso la nostra Costituzione, se applicata, sarebbe una delle nazioni più avanzate dell’Europa. Più che domandarsi che fare mi domando dove ci siamo persi, arresi, consegnati alla restaurazione.

Ogni partito che ha governato negli ultimi decenni ha lentamente tolto, minato, distrutto i diritti civili conquistati con il sangue, difesi con il sangue. Sangue che fu versato nelle piazze dagli operai nel dopoguerra in difesa del lavoro del salario del lavorare meglio; dagli studenti per una istruzione pubblica e libera a tutti.

Piano piano ci hanno tolto e ci stanno togliendo la nostra dignità di cittadini in nome del capitale, tutti siamo divenuti materiale monetabilizzabile e poche voci hanno gridato allo scandalo, hanno cercato di svegliare coscienze, voci inascoltate oppure considerate delle Cassandre.

Non sono un pensatore, vedo grettamente la realtà di tutti i giorni, mi piacerebbe come molti avere la soluzione in tasca, ma capisco che la necessità di una ricostruzione di un pensiero, di una società è un percorso molto lungo da compiere.

Ma non voglio nemmeno arrendermi e pensare che dovranno farlo i giovani questo cambiamento deve essere una rivoluzione comune di tutti, un percorso condiviso senza prevaricazioni generazionali come invece la politica ci ha fatto assistere in questi ultimi anni con “rottamazioni” varie.

Vuoi perchè lo dobbiamo alle nuove generazioni il cercare di recuperare quello che abbiamo “buttato” per varie ragioni, vuoi perchè anche la Resistenza fu una rivoluzione dove persone di tutte le età hanno combattuto.

Vuoi soprattutto perchè lo dobbiamo a chi ci ha consegnato un sogno, a chi ci ha consegnato la libertà, a chi è morto per quell’idea di società che non è mai nata.

E perchè un giorno quando li ritroveremo non dovremo scusarci per non avere avuto il loro coraggio, la loro determinazione e non siamo stati in grado di continuare la loro lotta.

 

Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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