Eccidio Civitella Val di Chiana – Diario di un sopravvissuto


Da un mio articolo precedentemente pubblicato è nata una corrispondenza con  Guido Centeni-Romani, figlio di Enrico Centeni-Romani che assistette all’eccidio compiuto dai nazisti a Civitella Val di Chiana il 29 giugno 1944. Gentilmente mi ha inviato il diario che suo padre scrisse in quei giorni tremendi, diario che troverete in questa pagina. Lo considero un bellissimo omaggio, perchè come scrive Giudo Centeni-Romani questo diario sebbene sia stato donato all’archivio dei diari della Pieve Santo Stefano è rimasto fino ad oggi “chiuso” in un cassetto. Con questo suo contributo, oltre che a ricordare il padre, fa rivivere quei tragici giorni. Per non dimenticare, ancora grazie a  Guido Centeni-Romani

L’eccidio di Civitella della Chiana del  29  giugno 1944

  Premessa

Nel trascrivere il diario di mio padre Enrico. ho mantenuto la numerazione delle pagine originali; pertanto  si troveranno delle parole troncate,  seguite da trattini che  indicano l’interruzione di pagina, per poi proseguire con la numerazione originale alla pagina seguente. Tutte le annotazioni sono originali.

Il diario fu steso “a caldo”  immediatamente dopo il 15 luglio, quando mio padre portò la famiglia a Montalcino ( SI) , paese di origine di mia madre; per questo, mancano all’appello alcuni nomi  di cui mio padre scrivendo di getto il diario, al momento non ricordava o non ne era venuto a conoscenza. Questi nomi adesso, da altre fonti, si conoscono,  ed il diario, può essere arricchito di quello che nella sua impronta originale, è mancante; come può essere arricchito di fotografie dell’epoca.

Nella fretta di stenderlo, e forse per la paura di dimenticarsi quello che aveva vissuto, mio padre compilò il diario delineando le fasi essenziali, senza dilungarsi a commentare gli episodi singoli, come ebbi in seguito da lui a sentire.  Cito un esempio, quello della casa dove abito, a Caggiolo:  I tedeschi , distrussero ogni cosa che non  interessava, come la macchina del nonno, che se ne stava sospesa su quattro ceppi di legno nel garage,  perché l’allora governo fascista aveva requisito tutte le gomme delle auto per motivi bellici: la distrussero a colpi di mazza;  molti quadri furono tagliati con la sciabola. Anche la scrivania dalla quale  scrivo,  ne conserva traccia. Pezzi di quadri furono tagliati ed usati per arrotolarci dentro altre tele. Stranamente ne rimase uno, ancora con l’annotazione del destinatario (una italiana?)e del mittente. I nazisti scoprirono  una stanza, la cui porta murata era celata da un armadio, e nella  quale  vi erano accumulate le cose più preziose. Portarono via tutto! Si dice riempirono tre camions fra suppellettili varie, biancheria, quadri, e cose preziose; quello che non vollero o non poterono portare via lo distrussero. Non paghi della prima scoperta, in quanto la porta era stata murata di fresco, sfondarono anche nella chiesina attigua la tomba del nonno  che era morto due anni prima e che presumibilmente sembrava murata da poco.

Nel muro di un salottino della villa padronale di Caggiolo, fino a trenta anni  fa, prima che fossero imbiancate le stanze, si poteva leggere chiaramente scritta stilizzata  in rosso la sigla SS.

Papà aveva all’epoca quattro figli, io non ero ancora nato: l’ultimo, Arturo, ora morto, nacque il 3 giugno del 1944. Il 2 luglio, la famiglia che si trovava sfollata ad Oliveto, con l’ultimo nato in fasce, fu costretta, nel vano tentativo di ritornare a casa, a trovarsi nel mezzo di un tremendo fuoco incrociato di artiglieria e lanci di bombe fra gli inglesi che si erano appostati ad Oliveto ed i tedeschi che erano in Civitella.  Mio fratello, forse per la tenera età, subì dei traumi irreversibili che lo accompagnarono per tutta la vita.

Civitella fu così  completamente distrutta, nel tentativo poi riuscito di liberarla, dalle cannonate degli alleati, così  come la torre e la chiesa.

Quello che non avevano distrutto con il fuoco i tedeschi, lo distrussero gli alleati inglesi con le cannonate!

Rivive, in queste pagine, un pezzo di storia  vista attraverso gli occhi delle persone comuni che portarono per sempre nella mente il ricordo di quegli orrori.

Le ansie e le paure della popolazione di Civitella e del piccolo borgo di Caggiolo in seguito agli antefatti del 18 giugno 1944, ad opera di pochi partigiani che portarono alla feroce rappresaglia nazista del 29 giugno e nella quale perirono tragicamente molte persone inermi.

Un tranquillo e piccolo paese di campagna si trovò suo malgrado a scrivere con il sangue uno dei fatti più tragici della seconda guerra mondiale.  Qualcosa  innescò una bomba a tempo, lasciando il paese solo e indifeso ad un destino già segnato dalla perversa logica della rappresaglia. Chi furono i veri eroi?  Preciso e senza fronzoli, un diario pressocchè giornaliero di 12 giorni di terrore, 35 pagine  di testimonianze dirette che fanno rivivere quel dramma, scritte di getto, per non dimenticare.

Guido Centeni-Romani

Eccidio di Civitella Enrico Centeni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...