Bergamo, tensione al raduno per i morti della Tagliamento: saluto fascista anche per Albertazzi


Scontri con la polizia durante la manifestazione dell’Anpi e dei centri sociali contro la parata fascista di PAOLO BERIZZI

“Giorgio Albertazzi…”. “Presente!”. Esterno del cimitero di Rovetta, 4mila abitanti in val Seriana: quando viene scandito il nome dell’attore teatrale , morto ieri a 92 anni, la folla di camerati fascisti risponde allungando il braccio destro nel saluto romano e scandendo il “presente” come prevede il rito di origine militare tipico del Ventennio mussoliniano. L’inedito omaggio all’artista fiorentino è andato in scena questa mattina al raduno per la tradizionale commemorazione dei 43 militi della legione Tagliamento uccisi dai partigiani nell’aprile 1945.

Un raduno che ogni anno provoca polemiche e tensioni e che anche sabato ha avuto conseguenze sul piano dell’ordine pubblico, con cariche della polizia contro i militanti antifascisti dell’Anpi e gli antagonisti dei centri sociali saliti in valle a protestare contro la parata fascista (due feriti da manganellate). Il nome di Giorgio Albertazzi, che da giovane è stato comandante proprio della legione Tagliamento, è stato letto “in aggiunta” a quelli dei 43 militi ricordati ogni anno dai camerati a Rovetta.

Oltre a Albertazzi, è stato nominato anche Benito Mussolini. Dunque per 45 volte è stato fatto il saluto fascista con il braccio teso che è apologia di fascismo. Mentre all’interno del cimitero è andata poi in scena la consueta messa tenuta da un cappellano militare, piazza Ferrari a Rovetta ha ospitato un presidio organizzato dai rappresentanti dell’Anpi (Associazione nazionale partigiani italiani) e dell’Isrec (Istituto bergamasco per la storia della Resistenza) per dire no a ogni forma di fascismo e di apologia. Mauro Magistrati dell’Anpi ha condannato il ferimento delle due persone a Lovere parlando di “gestione scellerata dell’ordine pubblico”. Da Andrea Bendotti dell’Isrec sono arrivate parole dure riferite a Giorgio Albertazzi: “Non è stato un grande italiano, ma un rastrellatore di partigiani”.

Fonte: repubblica.it

Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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