Ferramonti di Tarsia, danneggiamenti al museo della Memoria


Costruito nell’ex campo di concentramento nel Cosentino è uno dei luoghi simbolo della Resistenza calabrese. Ignoti gli autori del gesto vandalico di ALESSIA CANDITO

COSENZA – Gli autori del gesto sono ancora ignoti, ma il movente è chiaro. Vandali al momento ancora ignoti hanno approfittato della notte fra il 24 e il 25 aprile per danneggiare il museo della Memoria, costruito nell’ex campo di concentramento di Ferramonti di Tarsia, nel cosentino, uno dei luoghi simbolo della Resistenza calabrese. Il portone d’ingresso è stato danneggiato così come i lucchetti che ne assicuravano la chiusura, ma i vandali non sarebbero riusciti ad entrare all’interno della struttura. Secondo le prime ipotesi, qualcuno avrebbe tentato di sabotare i cancelli, inserendo della colla all’interno delle serrature e avrebbe divelto i cartelli informativi all’esterno del campo. Sull’accaduto sono in corso le indagini dei carabinieri.

“Questo atto incivile offende l’intera comunità” ha detto il sindaco del paese Roberto Ameruso, nel corso della cerimonia della festa della Liberazione. Un appuntamento scelto dal governatore della Calabria, Mario Oliverio per annunciare l’avvio dei lavori di costruzione del “cimitero internazionale dei migranti”, destinato ad ospitare le vittime dei naufragi del Mediterraneo. Un’opera, promossa dal Movimento per i diritti civili e finanziata da varie istituzioni, con l’obiettivo di costruire un concreto simbolo di integrazione e solidarietà in un luogo che nella storia è stato sinonimo di odio e sofferenza.

Costruito in una zona all’epoca insalubre e malarica nei pressi del fiume Crati, quello di Ferramonti è stato uno dei più grandi campi di internamento per ebrei, apolidi, stranieri nemici, prigionieri politici e slavi aperti dal regime fascista tra il giugno e il settembre 1940, all’indomani dell’entrata dell’Italia nella seconda guerra mondiale. I primi ad essere deportati lì sono stati 160 ebrei romani, ma nel ’43, al momento della liberazione, a Ferramonti erano imprigionate oltre 2mila persone.

Anche a Reggio Calabria – denuncia l’Anpi – ci sarebbe da registrare uno strano danneggiamento. La targa voluta dall’associazione partigiani per ricordare il noto “discorso ai giovani” di Piero Calamandrei questa mattina è risultata lesionata. La frase “se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani” è ormai interrotta da crepe. ” Non sappiamo se la cosa sia stata accidentale o un atto di natura dolosa, ma lo segnaleremo a chi di competenza” ha detto Sandro Vitale, anima dell’Anpi sulla riva calabrese dello Stretto.

Fonte: repubblica.it

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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