Immigrazione a Roma, in via del Frantoio i due cortei di Anpi e Casa Pound


La manifestazione “anti-immigrati” dei neofascisti era stata indetta oltre 10 giorni fa. Quando ancora non era chiaro il destino del centro gestito dalla Cri che rischiava di chiudere proprio venerdì 30 giugno. Il Campidoglio, mercoledì, ha prorogato il servizio per altri sei mesi. di LUCA MONACO

Sale la tensione al Tiburtino III in vista della manifestazione indetta da Casa Pound per chiedere la chiusura del presidio umanitario della Croce Rossa (Cri) in via del Frantoio. Venerdì circa 200 neofascisti si raduneranno in sit-in (dalle 17) di fronte all’uscita della metropolitana in piazza Santa Maria del Soccorso e da lì grideranno i loro slogan per la chiusura dell’unica struttura a Roma che accoglie i migranti di passaggio in città, diretti al Nord Europa. Sempre venerdì, dalle 16 invece, le realtà sociali, insieme all’Anpi e a Rifondazione Comunista, daranno vita a una grande festa partecipata, all’insegna dell’inclusione e dell’antirazzismo, in via della Vanga. Entrambi i gruppi sostengono di non aver alcuna intenzione di cercare il contatto. Ma l’allerta della questura è massima. Il presidio del territorio, da parte di polizia e carabinieri, sarà accurato. Con decine di uomini in campo, compresi gli agenti della Scientifica, pronti a riprendere con le telecamere i responsabili di qualsiasi tipo di violenza.

La manifestazione “anti-immigrati” era stata indetta da Casa Pound oltre 10 giorni fa. Quando ancora non era chiaro il destino del centro gestito dalla Cri, che ospita 80 persone. Rischiava di chiudere proprio venerdì 30 giugno. Il Campidoglio, mercoledì, ha prorogato il servizio per altri sei mesi. Annunciando però la chiusura, dal 30 giugno, dei due centri comunali per richiedenti asilo (Sprar), sempre in via del Frantoio: «Come richiesto dal municipio – – spiega l’assessora alle Politiche sociali del Comune, Laura Baldassarre – saranno trasformati gradualmente in uno spazio di aggregazione culturale e sociale per l’area del Tiburtino III. Prosegue invece l’attività umanitaria del presidio, perché la nostra politica – aggiunge – intende mettere sempre le persone al centro. Allo stesso tempo vogliamo decongestionare un’area della città che presenta da tempo un’elevatissima densità in termini di accoglienza».

In ogni caso la gestione del fenomeno a colpi di proroghe non convince affatto gli attivisti del Baobab Experience. «Servirebbero soluzioni strutturali e invece la politica va in senso contrario», fa notare Andrea Costa, il coordinatore dei volontari del Baobab. «Questa giunta non difende l’accoglienza – accusa la responsabile migrazioni e accoglienza di Sinistra Italiana per Roma, Giovanna Maria Seddaiu – ma accontenta le richieste dei fascisti: una sconfitta per la Roma solidale»
La notizia della chiusura dei due Sprar però non rassicura i militanti di Casa Pound: martedì scorso erano stati ricevuti dal capo staff dell’assessora Baldassarre. «Ci ha provato a tranquillizzare sottolineando l’importanza della chiusura dei due centri Sprar – racconta il responsabile regionale del Lazio per Casa Pound, Mauro Antonini – ma secondo noi i fastidi più grossi al quartiere li crea il Frantoio, perché ospita i “transitanti”: sono solo di passaggio a Roma e sfuggono al controllo dello Stato». Sull’allarme per l’ordine pubblico in vista della giornata di venerdì, Antonini assicura: «Noi manifesteremo in piazza Santa Maria del Soccorso, senza alcuna intenzione di creare tensione e altri problemi al quartiere. Il presidio anti-fascista non ci interessa. Noi pensiamo alla nostra manifestazione».

Sul fronte opposto le realtà sociali, che si raduneranno in via della Vanga, a meno di un chilometro dal presidio di Casa Pound. «Daremo vita a una festa di piazza, allegra e colorata, con cibo e musica, senza tensioni di nessun tipo – racconta un attivista del Nodo territoriale
Tiburtino – vogliamo ribadire che i problemi del quadrante sono legati alla disoccupazione, alla dispersione scolastica, alla carenza di servizi. Le decine di sfratti per morosità incolpevole, perché la gente non ha soldi per pagare l’affitto, non sono certo opera dei migranti. L’operazione di Casa Pound, che agita il mostro del migrante come causa di ogni male, è una mera strumentalizzazione politica, senza attinenza alcuna alla realtà»

Fonte: repubblica.it

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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