C’era bisogno di una nuova legge contro l’apologia del fascismo?


Ieri 12 settembre 2017 alla Camera è passata la legge Fiano contro l’apologia del fascismo.

Se la normativa passerà senza modifiche al Senato in Italia ci sarà una legge specifica per combattere l’apologia del fascismo.

Cosa prevede la nuova normativa? Dal progetto di legge:

Obiettivo della proposta di legge – in base alla relazione illustrativa dell’A.C. 3343 – è «delineare una nuova fattispecie che consenta di colpire solo alcune condotte che individualmente considerate sfuggono alle normative vigenti».

A tal fine, il provvedimento inserisce nel codice penale, tra i delitti contro la personalità interna dello Stato, l’art. 293-bis, che punisce con la reclusione da 6 mesi a 2 anni – salvo che il fatto costituisca più grave reato – la propaganda del regime fascista e nazifascista.

La clausola di riserva “Salvo che il fatto costituisca più grave reato” costituisce l’unico emendamento approvato dalla Commissione Giustizia nel corso dell’esame in sede referente, in quanto la fattispecie descritta dal nuovo art. 293-bis c.p. appare parzialmente coincidente con quella di cui al citato art. 4 della legge Scelba (che punisce l’apologia del fascismo).

Le condotte penalmente rilevanti sono individuate:

  1. nella propaganda di immagini o contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco ovvero delle relative ideologie, anche solo mediante la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni che raffigurino persone, immagini o simboli chiaramente riferiti a tali partiti o ideologie;
  2. nel richiamare pubblicamente la simbologia o la gestualità del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco ovvero delle relative ideologie.

In particolare, appare essenziale per la realizzazione della fattispecie di cui alla lett. a), l’inequivocabilità (“chiaramente riferiti”) del nesso tra i beni e i partiti o le ideologie fascisti o nazionalsocialisti. Il delitto è procedibile d’ufficio e – stante l’entità della pena prevista – non consente l’arresto in flagranza.

Costituisce aggravante del delitto (aumento di un terzo della pena) la propaganda del regime fascista e nazifascista commessa attraverso strumenti telematici o informatici. L’aggravante riguarda quindi sia i siti Internet con contenuti di propaganda delle ideologie fasciste e nazifasciste sia il merchandising online dei gadgets e degli altri beni chiaramente riferiti al partito e all’ideologia fascista o nazifascista.

Sono passati ormai 70 anni dalla fine della guerra civile che portò alla sconfitta militare del fascismo, scrivo sconfitta militare perchè il fascismo in Italia non è mai stato sconfitto nonostante l’impegno dei Costituenti che nella Carta Costituzionale posero il vincolo per eliminare politicamente l’ideologia fascista infatti la disposizione transitoria della Costituzione della Repubblica Italiana recita:

È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.
In deroga all’articolo 48, sono stabilite con legge, per non oltre un quinquennio dall’entrata in vigore della Costituzione, limitazioni temporanee al diritto di voto e alla eleggibilità per i capi responsabili del regime fascista.

I legislatori impiegano quattro anni per presentare una legge che punisce la ricostituzione del partito fascista e la sua apologia, questa legge passerà alla storia come legge Scelba.

Il testo della legge recita:

Legge n. 645 del 1952 (legge Scelba):

Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale 
(comma primo) della Costituzione.

Pubblicata nella Gazz. Uff. 23 giugno 1952 n. 143.

  1. Riorganizzazione del disciolto partito fascista.

-Ai fini della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione, si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista.

  1. Sanzioni penali.

– Chiunque promuove, organizza o dirige le associazioni, i movimenti o i gruppi indicati nell’articolo 1, è punito con la reclusione da cinque a dodici anni e con la multa da 2.000.000 a 20.000.000 di lire (3/a) (4). Chiunque partecipa a tali associazioni, movimenti o gruppi è punito con la reclusione da due a cinque anni e con la multa da 1.000.000 a 10.000.000 di lire (1) (2). Se l’associazione, il movimento o il gruppo assume in tutto o in parte il carattere di organizzazione armata o paramilitare, ovvero fa uso della violenza, le pene indicate nei commi precedenti sono raddoppiate (2). L’organizzazione si considera armata se i promotori e i partecipanti hanno comunque la disponibilità di armi o esplosivi ovunque custoditi (2). Fermo il disposto dell’art.29, comma primo, del codice penale, la condanna dei promotori, degli organizzatori o dei dirigenti importa in ogni caso la privazione dei diritti e degli uffici indicati nell’art.28, comma secondo, numeri 1 e 2, del codice penale per un periodo di cinque anni. La condanna dei partecipanti importa per lo stesso periodo di cinque anni la privazione dei diritti previsti dall’art.28, comma secondo, n. 1, del codice penale. (1) La misura della multa è stata così elevata dall’art.113, quarto comma, L. 24 novembre 1981, n. 689, la sanzione è esclusa dalla depenalizzazione in virtù dell’art.32, secondo comma, della legge sopracitata. (2) Gli attuali commi dal primo al quarto così sostituiscono gli originari primi tre commi per effetto dell’art.8, L. 22 maggio 1975, n. 152.

  1. Scioglimento e confisca dei beni.

– Qualora con sentenza risulti accertata la riorganizzazione del disciolto partito fascista, il Ministro per l’interno, sentito il Consiglio dei Ministri, ordina lo scioglimento e la confisca dei beni dell’associazione, del movimento o del gruppo (3). Nei casi straordinari di necessità e di urgenza, il Governo, sempre che ricorra taluna delle ipotesi previste nell’art.1, adotta il provvedimento di scioglimento e di confisca dei beni mediante decreto-legge ai sensi del secondo comma dell’art.77 della Costituzione. (3) Comma così sostituito dall’art.9, L. 22 maggio 1975, n. 152.

  1. Apologia del fascismo.

– Chiunque fa propaganda per la costituzione di una associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità indicate nell’articolo 1 è punto con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da lire 400.000 a lire 1.000.000 (1). Alla stessa pena di cui al primo comma soggiace chi pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche. Se il fatto riguarda idee o metodi razzisti, la pena è della reclusione da uno a tre anni e della multa da uno a due milioni (4). La pena è della reclusione da due a cinque anni e della multa da 1.000.000 a 4.000.000 di lire se alcuno dei fatti previsti nei commi precedenti è commesso con il mezzo della stampa (1). La condanna comporta la privazione dei diritti previsti nell’articolo 28, comma secondo, numeri 1 e 2, del c.p., per un periodo di cinque anni (5). (1) La misura della multa è stata così elevata dall’art.113, quarto comma, L. 24 novembre 1981, n. 689. La sanzione è esclusa dalla depenalizzazione in virtù dell’art.32, secondo comma, della legge sopracitata. (4) Comma così sostituito dall’art.4, D.L. 26 aprile 1993, n. 122. (5) Così sostituito dall’art.10, L. 22 maggio 1975, n. 152.

  1. Manifestazioni fasciste.

– Chiunque, partecipando a pubbliche riunioni, compie manifestazioni usuali del disciolto partito fascista ovvero di organizzazioni naziste è punito con la pena della reclusione sino a tre anni e con la multa da 400.000 a 1.000.000 di lire (1). Il giudice, nel pronunciare la condanna, può disporre la privazione dei diritti previsti nell’articolo 28, comma secondo, numeri 1 e 2, del codice penale per un periodo di cinque anni (6). (1) La misura della multa è stata così elevata dall’art.113, quarto comma, L. 24 novembre 1981, n. 689. La sanzione è esclusa dalla depenalizzazione in virtù dell’art.32, secondo comma, della legge sopracitata. (6) Così sostituito dall’art.11, L. 22 maggio 1975, n. 152. 5-bis. – Per i reati previsti dall’articolo 2 della presente legge è obbligatoria l’emissione del mandato di cattura (7). (7) Articolo aggiunto dall’art.12, L. 22 maggio 1975, n. 152.

  1. Aggravamento di pene.

– Le pene sono aumentate quando i colpevoli abbiano ricoperto una delle cariche indicate dall’art.1 della legge 23 dicembre 1947, n. 1453 (8), o risultino condannati per collaborazionismo ancorché amnistiati. Le pene sono altresì aumentate per coloro che abbiano comunque finanziato, per i fatti preveduti come reati negli articoli precedenti, l’associazione, il movimento, il gruppo o la stampa (9). (8) Recante norme sulla limitazione temporanea del diritto di voto ai capi responsabili del regime fascista. (9) Comma così sostituito dall’art.13, L. 22 maggio 1975, n. 152.

  1. Competenza e procedimenti.

– La cognizione dei delitti preveduti dalla presente legge appartiene al tribunale. Per i delitti stessi si procede sempre con istruzione sommaria, salvo che ricorrano le condizioni per procedere a giudizio direttissimo ai sensi dell’art.502 del codice di procedura penale. In questo caso il termine di cinque giorni indicato nello stesso articolo è elevato a quindici giorni.

  1. Provvedimenti cautelari in materia di stampa.

– Anche prima dell’inizio dell’azione penale, l’autorità giudiziaria può disporre il sequestro dei giornali, delle pubblicazioni o degli stampati nella ipotesi del delitto preveduto dall’art.4 della presente legge. Nel caso previsto dal precedente comma, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro dei giornali e delle altre pubblicazioni periodiche può essere eseguito dagli ufficiali di polizia giudiziaria, che debbono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, farne denuncia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro si intende revocato e privo di ogni effetto. Nella sentenza di condanna il giudice dispone la cessazione dell’efficacia della registrazione, stabilita dall’art.5, L. 8 febbraio 1948, n. 47, per un periodo da tre mesi a un anno e, in caso di recidiva, da sei mesi a tre anni.

  1. Pubblicazioni sull’attività antidemocratica del fascismo.

– La Presidenza del Consiglio bandisce concorsi per la compilazione di cronache dell’azione fascista, sui temi e secondo le norme stabilite da una Commissione di dieci membri, nominati dai Presidenti delle due Camere, presieduta dal Ministro per la pubblica istruzione, allo scopo di far conoscere in forma obiettiva ai cittadini e particolarmente ai giovani delle scuole, per i quali dovranno compilarsi apposite pubblicazioni da adottare per l’insegnamento, l’attività antidemocratica del fascismo. La spesa per i premi dei concorsi, per la stampa e la diffusione è a carico dei capitoli degli stati di previsione della spesa per acquisto e stampa di pubblicazioni della Presidenza del Consiglio e del Ministero della Pubblica istruzione.

  1. Norme di coordinamento e finali.

– Le disposizioni della presente legge si applicano senza pregiudizio delle maggiori pene previste dal codice penale. Sono abrogate le disposizioni della L. 3 dicembre 1947, n. 1546, concernenti la repressione dell’attività fascista, in quanto incompatibili con la presente legge. La presente legge e le norme della L. 3 dicembre 1947, n. 1546, non abrogate, cesseranno di aver vigore appena che saranno state rivedute le disposizioni relative alla stessa materia del Codice penale. 

Nel frattempo il 26 giugno 1946 viene promulgata l’amnistia per i reati comuni, politici e militari avvenuti durante il periodo dell’occupazione nazifascista. Nota come AMNISTIA TOGLIATTI.

Un colpo di spugna che ripulisce tutta la nazione e a differenza della Germania l’Italia non fa i conti con il suo passato, pochi processi che portano all’esecuzione di figure minori a Bologna si ricorda il processo a Tartarotti, ma i principali protagonisti riescono a salvarsi un esempio per tutti Giorgio Almirante gerarca fascista, massacratore di partigiani che potrà sedere comodamente in Parlamento.

Il fascismo ha sicuramente perso una guerra, ma la sua struttura è sopravvissuta all’interno della società, non si è riusciti a combatterlo sul piano culturale e l’abbandono della sinistra della sua cultura ha lasciato spazi dove il neofascismo si è insediato e sta raccogliendo proseliti.

Oggi si sta assistendo ad un radicamento nel territorio da parte dei neofascisti che sfruttano le debolezze dei partiti costituzionali, le manifestazioni della destra sfoggiano anzi rispolverano vecchi miti e slogan impensabili fino a qualche anno fa e non è da meno l’assenza di un argine culturale.

Certo non solo dei grandi movimenti culturali, ma anche nei piccoli episodi giornalieri, posso parlare solo per le mie esperienze personali ovviamente non per tutti.

Cito ad esempio una gita fatta da un liceo bolognese che portò i ragazzi a Trieste in occasione della Giornata del Ricordo, in quell’occasione i ragazzi passarono da Trieste solo per vedere alcune piazze e furono portati direttamente alla foiba di Basovizza  dove ovviamente ci fu l’accompagnatore ad illustrare la storia della foiba, le vittime ect ect.

Ma questi ragazzi non passarono dalla Risiera di San Sabba, unico campo di sterminio in Italia dove vennero passati per il camino 5.000 persone in maggioranza partigiani, oppositori politici, militari italiani disertori gli ebrei furono pochissimi in quanto questo campo per loro fungevo solo smistamento per gli altri campi di sterminio tedeschi.

Cosa possono aver recepito questi studenti sul fascismo se non un elogio dei martiri? Alle mie perplessità il docente rispose che la gita era stata organizzata per la giornata del ricordo e perciò era d’obbligo andare alle foibe.

Cultura, memoria questo manca nella nostra nazione, il tempo passa le persone che possono raccontare dal vivo sono sempre di meno. L’antifascismo non può essere abbandonato, ma deve avere dietro di sé anche una volontà politica che MANCA in questa nazione.

Per il reato di apologia del fascismo esisteva già la normativa, ma non è MAI stata applicata, se davvero esistesse un volontà politica per combattere questo reato non avremmo bisogno di questa nuova legge.

 

Annunci

Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

4 thoughts on “C’era bisogno di una nuova legge contro l’apologia del fascismo?”

      1. Le priorità del Paese sono altre certo e le norme contro il fascismo c’erano già ma ti ricordo che Scelba, è lo stesso Scelba delle repressioni post guerra (una polizia simile alla OVRA, lo sai). Che l’abbia fatta lui a suo tempo, è comunque un paradosso 😀

        Mi piace

      2. certo ma scelba (volutamente in minuscolo) fu uno dei tanti firmatari, onestamente senza nasconderci dietro un dito, i problemi del paese sono molteplici ma come ho scritto se non c’è una volontà politica dietro a una legge, e non parlo solo di quella di Fiano, puoi emanare tutte le leggi che vuoi ma rimarranno inapplicate.

        Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...