Milano, corone di fiori del Comune anche per i caduti della Rsi: insorge l’Anpi


La proposta dell’assessora Rozza “per ragioni di umana pietà”. La reazione: “Mettere sullo stesso piano partigiani e repubblichini è ignobile e indecente. Sala si opponga” di PAOLO BERIZZI

“E’ una proposta indecente, il sindaco Sala la respinga subito”. Ancora il Campo 10 del cimitero Maggiore. Ancora un’onorificienza che divide. Ancora polemiche. Dopo la proposta avanzata dall’assessora Carmela Rozza di portare, per ragioni di “umana pietà”, in occasione del prossimo 2 novembre, corone di fiori sia al Campo della Gloria (dove sono sepolte le spoglie di più di 3.500 caduti della lotta di Liberazione), sia al Campo 10 dove giaccionio i cadui della Rsi – mettendoli sullo stesso piano – l’Anpi insorge contro Palazzo Marino. “Il Comune di Milano, Città medaglia d’Oro della Resistenza, non può essere super partes”, dice Roberto Cenati. “Abbiamo più volte ricordato che la morte rende tutti uguali, ma in vita i combattenti per la libertà hanno lottato contro l’oppressione nazifascista, mentre i repubblichini hanno collaborato con i nazifascisti nella denuncia, nella cattura, nella fucilazione di partigiani, oppositori politici, ebrei, lavoratori protagonisti del grande sciopero generale del marzo 1944. Se avessero prevalso i nazifascisti, la libertà e la democrazia non sarebbero state riconquistate nel nostro Paese”.

L’Anpi chiede a Sala di intervenire per bloccare la proposta avanzata da Rozza. “E’ un’idea che ci sorprende e ci spiazza. E forse spiazza lo stesso sindaco Sala – aggiunge Cenati -. A novembre dello scorso anno il sindaco prese una posizione netta sulle corone di fiori deposti dall’amministrazione comunale in onore dei caduti della Rsi (la vicenda fu raccontata da “Repubblica”): ‘Basta corone e omaggi da parte del Comune. Rivedremo il protocollo e gli elenchi delle onorificienze’. E adesso? Quando è arrivata la proposta Rozza, il primo cittadino era a Lima. Appare chiaro che all’interno della giunta milanese le posizioni, in tema di ricordo dei caduti di guerra, sono diverse. Ma tant’è. L’Anpi va all’attacco. “Ricordiamo che al Campo 10 del Cimitero Maggiore non sono tumulati soltanto semplici aderenti alla repubblica di Salò, ma gerarchi fascisti come Alessandro Pavolini, ultimo segretario del partito fascista repubblicano, Francesco Colombo, capo della legione autonoma Ettore Muti, che però nella caserma di via Rovello (poi sede del Piccolo Teatro), Armando Tela, uno dei luogotenenti della famigerata banda Koch che aveva sede a Villa Triste, i fucilatori dei 15 Martiri di piazzale Loreto, i volontari italiani delle SS”, spiega Cenati.

Dura anche la reazione dell’Osservatorio sulle nuove destre. “Mettere sullo stesso piano partigiani e repubblichini è letteralmente ignobile e indecente. Niente più che una legittimazione postuma – si legge in una nota -. Ancora una volta l’assessora Rozza dimostra tutta la sua ignoranza e superficialità non conoscendo chi è davvero sepolto al Campo 10. Non semplici soldati arruolati dall’esercito di Salò, ma alcune centinaia di volontari nelle file dei peggiori reparti di polizia e delle formazioni fasciste che combatterono a fianco dei nazisti”. Anche l’Osservatatorio rivolge un appello al sindaco Sala: “Si è più volte impegnato affinché l’amministrazione mettesse fine a gesti non di umana pietà ma di equiparazione dei partigiani con chi aveva combattuto insieme ai nazisti. Respinga con fermezza la proposta Rozza”. Va ricordato che nella ricorrenza del 2 novembre le Associazioni Partigiane e Combattentistiche promuovono da sempre un’iniziativa al campo della Gloria, dove sono sepolti i Combattenti per la Libertà.

“A questa importante celebrazione partecipano il Comune di Milano, il Comandante del Presidio Militare, il Rabbino Capo, la Diocesi di Milano – ricorda l’Anpi -. Il Comune di Milano, Città medaglia d’Oro della Resistenza non può essere super partes”. Le polemiche sembrano destinate a riaccendersi. L’ultima vicenda, clamorosa, che riguardò il Campo 10 del cimitero Maggiore, risale al 29 aprile: la parata neofascista dei mille saluti romani, una sfida contro il divieto di questura e prefettura che vietarono a CasaPound e Lealtà Azione di presentarsi al camposanto il 25 aprile (come facevano da sei anni). Per quella parata ci furono oltre 70 denunciati dalla Digos, indagati da parte della Procura di Milano. Il pm ne ha poi chiesto il proscioglimento. Una decisione che ha fatto molto discutere e che ha diviso il mondo politico.

Fonte: repubblica.it

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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