Calcio, saluto romano dopo il gol: vergogna a Marzabotto, il paese ferito dalla strage nazifascista


Seconda categoria: un giocatore della squadra ospite, 65 Futa, si è tolto la maglia mostrando i simboli della Repubblica di Salò. Poi il gesto verso i tifosi di ELEONORA CAPELLI

BOLOGNA – Una partita di calcio di seconda categoria dilettanti che si trasforma sul finale in un episodio di triste attualità. In campo ieri erano schierate le squadre del Marzabotto e quella del 65 Futa e il secondo gol della squadra ospite ne decreta la vittoria. Un giocatore, autore del gol contro il Marzabotto, dopo aver segnato si toglie la maglietta e scopre una t-shirt con una bandiera italiana e il disegno di quello che gli spettatori riconoscono come lo stemma della Repubblica sociale italiana. Il braccio che leva al cielo in segno di esultanza richiama il saluto romano.

Dopo il caso degli ultras della Lazio e dell’immagine di Anna Frank con la maglietta della Roma, il mondo del calcio torna quindi al centro delle polemiche. Il sindaco di Marzabotto, Romano Franchi, interviene con un comunicato: “La nostra comunità ha sofferto tanto a causa del nazi-fascismo, questo atto ingiustificabile è stato premeditato. L’amministrazione comunale procederà per vie legali per chiedere l’applicazione delle leggi esistenti che puniscono il reato di apologia di fascismo. Chiediamo anche alla Federazione Gioco Calcio di prendere immediate misure nei confronti della società 65 Futa che prevedano l’allontanamento del giocatore dai campi di calcio”.

Per Franchi “è una questione di rispetto per la memoria di chi ha dato la vita per la libertà e la democrazia”. L’Anpi condanna l’episodio sottolineando: “Il fascismo è un reato, non una semplice opinione, chiediamo alla società calcistica e all’atleta di venire al Sacrario dei Caduti e chiedere pubblicamente scusa. Non possiamo archiviare episodi di questo tipo come semplici ragazzate, perché crediamo che il calcio debba essere portatore di valori come il rispetto e l’amicizia”.

Nell’autunno del 1944 le campagne attorno a Marzabotto furono teatro di uno dei più efferati crimini di guerra ricondotti al nazi-fascismo, l’eccidio di Monte Sole. Nella frazione di Casaglia la popolazione si rifugiò in chiesa ma i nazisti uccisero il parroco e tutti i civili: 197 vittime di cui 52 bambini. Tra il 29 settembre e il 5 ottobre furono comprovate 775 morti. In questo contesto si colloca l’episodio partito da un campo da calcio, ma che ha implicazioni ben più profonde.

La reazione del sindaco di Marzabotto Romano Franchi

“Lo sport deve educare ai valori della Costituzione.
Abbiamo ricevuto un video relativo ad un atto intollerabile per la nostra comunità che tanto ha sofferto a causa del nazi-fascismo.
Durante la partita di seconda categoria del girone I tra la nostra e la squadra “65 Futa”, un giocatore ospite, dopo la realizzazione del secondo gol che ha segnato la vittoria degli ospiti, è corso verso la tribuna facendo più volte il saluto romano e, dopo essersi sfilato la maglia della squadra, ha esibito platealmente e provocatoriamente una maglietta con
un ben noto simbolo fascista, arrampicandosi sulla rete di separazione tra il campo e la tribuna stessa.
Si tratta di un atto premeditato che Marzabotto non giustifica per nessuna ragione.
Questa amministrazione comunale procederà per le vi e legali per chiedere l’applicazione delle leggi esistenti ( Scelba e Mancino ) che puniscono il reato di apologia al fascismo.
Inoltre chiederà alla Federazione Gioco Calcio di Bologna di prendere immediate misure nei
confronti della società 65 Futa che prevedano l’allontanamento del giocatore dai campi di calcio.
Risulta assai improbabile che nessun dirigente della società 65 Futa si sia accorto negli spogliatoi della maglietta indossata dal calciatore in questione.
Lo sport, soprattutto ai livelli locali, deve essere strumento di crescita umana ed educazione civica e non deve copiare i peggiori esempi che accadono negli stadi a livello nazionale.
E’ una questione di rispetto per la memoria di chi ha dato la propria vita per la libertà e la
democrazia.”
Il Sindaco
Romano Franchi

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

2 pensieri riguardo “Calcio, saluto romano dopo il gol: vergogna a Marzabotto, il paese ferito dalla strage nazifascista”

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