Cancellare la memoria


Non è la prima e non sarà l’ultima volta.

Filmati che lasciano depressi, frastornati, con l’amaro in bocca. Continua a leggere “Cancellare la memoria”

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Tecniche di produzione della propaganda


Mai come quest’anno il fascismo in Italia ha alzato la testa, difeso da un governo compiacente che ha dato spazio a movimenti, gruppi che secondo la COSTITUZIONE non dovrebbero essere presenti sulla ribalta politica della nazione.

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IL 24 e 25 APRILE IL FESTIVAL DI SANT’ANNA DI STAZZEMA


Cara cittadina, caro cittadino,

quando decisi di istituire l’anagrafe antifascista, ormai oltre un anno fa, partii dalla considerazione che qualcosa stesse succedendo nel nostro Paese, ma non solo. Stavamo cogliendo il diffondersi di sentimenti di rabbia, discriminazione nella società ed in questo anno le cose se possibile sono ancora peggiorate. Continua a leggere “IL 24 e 25 APRILE IL FESTIVAL DI SANT’ANNA DI STAZZEMA”

Alfredo Vecchi


Nasce il 2 maggio 1920 a S. Giovanni in Persiceto. Presta servizio militare in artiglieria in Grecia e in Francia dal 12 aprile 1940 allʼ8 settembre 1943.

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9.000 euro per la maglietta del disonore


Il decreto penale del tribunale di Forlì di condanna di Selene Ticchi che a Predappio indossò una t-shirt con una caricatura del luogo simbolo della Shoah. Continua a leggere “9.000 euro per la maglietta del disonore”

Sabbadini Giosuè


Nasce  il 4 marzo 1918 a Bologna. Milita nellʼ8.a brigata Masia Giustizia e Libertà. Il 4 settembre 1944 viene arrestato dalla Guardia Nazionale Repubblicana Continua a leggere “Sabbadini Giosuè”

La sofferenza estrema e il suo linguaggio


Da Carmillaonline.com articolo di Valerio Evangelisti

Rocco Marzulli, Italiani nei lager. Linguaggio, potere, resistenza, Milieu edizioni, 2019, pp. 178, € 16,90.

Ecco un libro veramente straordinario. Frutto di un lavoro protrattosi per anni, tratta, come dice il titolo, dei prigionieri italiani rinchiusi nei campi di concentramento nazisti. Non solo ebrei, si badi. Dopo l’8 settembre 1943, ogni italiano sotto le armi fu considerato dai tedeschi un nemico o, peggio, un traditore. Ai militari internati si sommarono disertori, antifascisti, ex combattenti della guerra di Spagna, sacerdoti e così via, destinati ai lavori forzati e, in tantissimi casi, alla morte.

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