25 febbraio 1945 – Eccidio di Trarego


Trarego ai tempi della guerra, nelle case in affitto o negli alberghi ospitava oltre 3000 persone, metà delle quali sfollate da Milano a da altre città dell’alta Lombardia, per sfuggire ai bombardamenti alleati. La presenza fascista, a partire dall’ottobre del ’43 è massiccia e quotidiana: posti di blocco, controlli, requisizione forzata di prodotti alimentari. I reparti provenivano abitualmente da Cannero – sottostante paese sulle rive del lago – dove stazionava la legione “Ravenna”, da Cannobio e talvolta dalla Val Vigezzo, località dove erano schierati le milizie della Confinaria.

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Brigata 63a Bolero Garibaldi.


Dal Panaro al Reno, dal Samoggia, al Lavino e lungo la via dei “Castelli” comprendente in tutto o in parte i comuni di Bazzano, Casalecchio di Reno, Castello di Serravalle, Crespellano, Monte San Pietro, Monteveglio, Sasso Marconi, Savigno e Zola Predosa.

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I ricordi della mia vita


I RICORDI DELLA MIA VITA…

dal 1923 ad oggi

Borghi Gino anni 91

Nel 1923 avevo otto anni abitavo a Canaletto una frazione del comune di Ravarino in provincia di Modena. Era un periodo politicamente tormentato per la nascita del partito fascista, in questa località abitava un numero consistente di attivisti del Partito Socialista e tra loro i componenti di una cooperativa edile dove mio padre era presidente. In seguito divenne Sindaco del paese, per questo era molto ricercato dai fascisti, così per tutto il ventennio abbiamo subito la repressione di schedati politici controllati periodicamente dalla Questura e dai carabinieri.

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23 febbraio


1944

Cortecchio
La Guardia Nazionale Repubblicana (GNR) di Imola, con quella di Faenza e con reparti della Polizia Ger­manica di stanza a Bologna, in base alla segnalazione di alcuni informatori, attua un rastrellamento avente come obiettivo la località di Cortecchio. Il gruppo di partigiani bolognesi, imolesi e faentini era guidato da Giovanni Nardi e Luigi Tinti.

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22 febbraio


1928

Sala Bolognese

Bastia Noè viene ucciso in una osteria.
Bastia Noè, da Angelo e Geltrude Alvoni; nato il 6/8/1895 a Sala Bolognese. La sera del 14/5/21, assieme a numerosi altri militanti socialisti, percorreva una strada in località Certosa di Sala Bolognese, per distribuire materiale elettorale.

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Brigata 2a Paolo Garibaldi


A questa formazione fu assegnato il nome di battaglia di Giovanni Martini “Paolo”, il vice comandante della 7a brg GAP Gianni Garibaldi, ucciso dai fascisti il 15.12.1944.

Fu costituita nella primavera 1944, quando furono raggruppati numerosi nuclei armati che operavano nei comuni agricoli a nord di Bologna, alcuni dei quali in attività sin dal settembre 1943.

Era organizzata su 4 btgg dedicati a caduti: Ruffillo Tolomelli “Filo”, Attilio Gadani e Renato Tampellini.

Pochi giorni prima della liberazione al 2° btg fu dato – direttamente dal comando della brg – il nome di Lucarelli. Non si conosce l’identità di questo partigiano, che non figura negli elenchi della brg. La brg – inquadrata nella div Bologna pianura “Mario” – ebbe 69 caduti e 49 feriti. 1.016 i partigiani riconosciuti e 286 i patrioti. Numerosi i benemeriti.

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Ledovino Bonafede


La prima parte della testimonianza l’ho raccolta qualche anno fa, parla della sua famiglia, della sua gioventù dei suoi ricordi di partigiano. La seconda parte quella dove parla del suo arresto e della sua permanenza a Ingegneria è stata raccolta da Sasdelli dove ha approfondito l’episodio della detenzione.

Ledovino Bonafede nato nel 1916 a Pianoro (attuale Pianoro Vecchio) nella cascina denominata “Stivalon”.

La mia era una famiglia numerosa eravamo in dieci persone: mio padre, la mia matrigna (mia madre era morta nel 1920 a seguito della Spagnola) i miei nonni e cinque fratelli.

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