Alberto Fontana


Nasce il 12 aprile 1926 a Bologna. Subito dopo lʼinizio della lotta di liberazione, entra a far parte dei gruppi armati che operano in città e, in modo particolare, in ferrovia. Nel giugno 1944, quando la sua classe viena chiamata alle armi, sceglie di entrare nelle formazioni partigiane operanti sullʼAppennino toscoemiliano ed entra nella banda di Urio Nanni. Lascia presto questo gruppo, ed entra nella brigata Toni Matteotti Montagna e prende parte a tutti i principali combattimenti che la formazione sostiene nellʼestate, compresa la battaglia per la difesa della repubblica di Montefiorino (MO). Continua a leggere “Alberto Fontana”

Stragi naziste, tre ergastoli per gli eccidi del 1944 sull’Appennino tosco-emiliano


I giudici hanno annullato anche l’assoluzione di altri 5 ex militari tedeschi e disposto un nuovo processo. I massacri con centinaia di morti (tra cui donne, bambini e anziani) avvennero 70 anni fa nelle province di Firenze, Massa, Modena e Reggio Emilia

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Diario della Brigata «Matteotti» di montagna


I primi gruppi della brigata «Matteotti» si costituivano, nel maggio-giugno 1944, nelle zone di Lizzano in Belvedere e di Granaglione, sul confine tosco emiliano. In quel periodo di costituzione venivano svolte diverse azioni di disarmo di militi fascisti e di soldati tedeschi. Continua a leggere “Diario della Brigata «Matteotti» di montagna”

Giuseppe Roncagli (Nome di battaglia Beppe)


Nasce il 22 settembre 1922 a Bologna. Presta servizio militare negli autieri a Bologna come allievo ufficiale di complemento dall’1 gennaio 1942 all’8 settembre 1943. Entra nella 36a brigata Bianconcini Garibaldi con funzione di capo di Stato Maggiore di battaglione e combatte sull’Appennino tosco-emiliano. Continua a leggere “Giuseppe Roncagli (Nome di battaglia Beppe)”

Leandro Monti


Nasce il 6 settembre 1915 a Bologna. Iscritto al Partito d’Azione. Presta servizio militare in fanteria. Subito dopo l’inizio della Resistenza organizza numerosi colpi contro le caserme bolognesi, come quella in via Agucchi, dalla quale vengono asportati ingenti quantitativi di armi e munizioni.  Continua a leggere “Leandro Monti”

4 settembre 1944 Sassoleone libera


Il 4 settembre 1944 la Brigata 62.a Camice Rosse Garibaldi occupa Sassoleone, per alcuni giorni il territorio torna libero, I partigiani amministrano distribuendo viveri e generi di conforto. Una delle tante piccole Repubbliche sorte nel periodo bellico, poi con l’avvicinarsi del fronte e la posizione strategica dovettero abbandonare il paese. Continua a leggere “4 settembre 1944 Sassoleone libera”

Festa di Casa Pound sulle montagne della Resistenza. I partigiani: “Indegna provocazione”


Casa Pound Parma sta organizzando una festa a Pellegrino Parmense e già fioccano le proteste da parte delle associazioni partigiane. Perché Pellegrino è uno dei territori dove la Resistenza combatté con valore fra il 1943 e il 1945, un tratto dell’Appennino che fu scenario di accese battaglie fra partigiani e nazifascisti.

La sezione parmigiana di Casa Pound ha rimesso a posto una vecchia casa in pietra in montagna e ora invita tutti i simpatizzanti del movimento neofascista ad una tre giorni di conferenze e musica. La riunione inizierà il 30 agosto e terminerà il 1° settembre.

“È con preoccupazione e sdegno – scrivono la Cgil di Fidenza-Salso e l’Anpi di Salsomaggiore Terme – che apprendiamo dell’imminente svolgimento di un presunto “Revolution Party”, organizzato da CasaPound Parma nel sedicente “avamposto non conforme” di Pietranera 53, nel territorio comunale di Pellegrino Parmense, comunità decorata al valore militare per il tributo di sangue offerto  alla Resistenza”.

“Non è dato sapere se l’iniziativa rivesta carattere pubblico ovvero, come appare dopo alcune prime verifiche, privato. Ma questo non modifica di una virgola il senso di orrore che si prova nel sapere “occupato” da queste novelle “camicie nere della rivoluzione” un territorio che ogni poche centinaia di metri vede collocato un cippo a ricordo dei numerosi partigiani e civili patrioti caduti per la Liberazione, molti dei quali nemmeno ventenni”.

Cgil e Anpi auspicano “che il loro sdegno sia condiviso da tutto il consorzio civile e che le preposte autorità facciano piena luce sulla legittimità della provocatoria iniziativa”.

Fonte: ParmaQuotidiano.it