Cesena, 25 aprile, scontro politico a scuola. “I nostri bimbi non canteranno Bella Ciao”


Alcuni genitori hanno scritto al preside e hanno ritirato i figli dall’istituto. L’episodio è accaduto sabato mattina ed è stato citato dal sindaco Lucchi durante le celebrazioni della Liberazione di LUCA RAVAGLIA
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Anche in Turchia Bella Ciao


Bella Ciao cantata in Turchia nel corso delle manifestazioni.

Montebelluna Gli skin irrompono al convegno Anpi


Foibe, momenti di tensione a Montebelluna e a Giavera dove si è tenuto l’incontro con la studiosa Alessandra Kersevan
di Enzo Favero

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Senza memoria


Quell’Italia che accetta il revisionismo fascista
Roberto Rossi – L;Unità – 10/10/2012

Scriveva Luis Sepulveda che «un popolo senza memoria è un popolo senza futuro». La memoria aggrega, è il collante che unisce generazioni, la memoria è la base della storia e del civismo. Ma in Italia la memoria spesso cambia forma, muta la sua pelle, si plasma a seconda della forma e dei contesti. Lascia spazio, alle volte, a rigurgiti di nostalgia che in politica trovano terreno nei movimenti che si rifanno al fascismo. Che non solo vengono tollerati, ma che spesso sono incoraggiati anche dai pubblici amministratori e ufficiali.
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Roma: Si proteggono i fascisti e si denunciano gli antifascisti


“Ormai in questo Paese siamo arrivati all’assurdo. Da una parte è diventato quasi normale esibire simboli fascisti o nazisti o fare pubblicamente il saluto romano, anche se esistono precise norme che vietano e sanzionano pesantemente tali comportamenti, dall’altra si può rischiare di essere denunciati e condannati se si intonano canzoni come “Bella ciao” per contestare iniziative che fanno esplicitamente apologia di fascismo.
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Iserna; Cantano “Bella Ciao” e il giudice li condanna al pagamento di 1,350 euro


Condannati per aver cantato “Bella Ciao”. Non è una cronaca degli anni ’40, in pieno regime fascista, ma una vicenda accaduta ai giorni nostri, a Isernia. Ieri il Tribunale del capoluogo pentro ha condannato sette militanti di organizazzioni antifasciste al pagamento di 1.350 euro a testa a seguito degli avvenimenti avvenuti il 29 settembre 2011. A costoro il Tribunale ha addebitato con un decreto penale il reato di “manifestazione non autorizzata”.
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