Shoah, non basta celebrare la memoria


Un bellissimo articolo pubblicato su Micromega, nel testo c’è un riferimento al libro di William Sheridan Allen Come si diventa nazisti pubblicato da Einuadi. Un libro che fa veramente pensare come la propaganda, il periodo storico (di crisi simile al nostro) una mattina ci si ritrova nazisti ferventi sostenitori del Nsdap. Ritornando all’articolo in questione, devo dire che mi ci ritrovo; chi mi segue su questo blog sa che le mie pagine sono dedicate non solo alla memoria della Resistenza, ma anche al periodo storico che precedette la seconda guerra mondiale, di quel periodo che ci siamo completamente dimenticati dove non solo i treni arrivavano in orario, ma arrivavano in orario anche gli agenti dell’OVRA e gli squadristi a punire chi la pensava diversamente dal regime.
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Sfregiata con una svastica la lapide partigiana


L’oltraggio proprio nel Giorno della memoria. Il marmo si trova nel parco Rubbertex a Borgo Vittoria. Immediate le reazioni di condanna da parte del sindaco Fassino e dei presidenti di Regione e Provincia, Cota e Saitta. Continua a leggere “Sfregiata con una svastica la lapide partigiana”

Partigiani, rastrellati e politici bolognesi morti nei campi di sterminio


In qualunque modo questa guerra finisca, la guerra contro di voi l’abbiamo vinta noi; nessuno di voi rimarrà per portare testimonianza, ma se anche qualcuno scampasse, il mondo non gli crederà. Forse ci saranno sospetti, discussioni, ricerche di storici, ma non ci saranno certezze, perché noi distruggeremo le prove insieme con voi. E quando anche qualche prova dovesse rimanere, e qualcuno di voi sopravvivere, la gente dirà che i fatti che voi raccontate sono troppo mostruosi per essere creduti: dirà che sono esagerazioni della propaganda alleata, e crederà a noi, che negheremo tutto, e non a voi. La storia dei Lager, saremo noi a dettarla.

(Simon Wiesenthal nelle ultime pagine di Gli assassini sono fra noi, Garzanti, Milano 1970)
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Sparita la lapide del ferroviere che spiombava i treni dei nazisti


Michele Bolgia, lavorava alla stazione Tiburtina, fu ucciso alle Fosse Ardeatine.
di Paolo Brogi
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