20 Agosto 1943 I COMUNISTI PER LA LOTTA ARMATA


La prima riunione del Comitato federale del PCI alla quale parteciparono alcuni dei compagni più qualificati reduci dal carcere, ebbe luogo il 20 agosto 1943. Alla riunione parteciparono i compagni Umberto Ghini (segretario), Dalife Mazza, Mario Peloni, Leonildo Tarozzi e Paolo Betti, del Comitato Federale e i compagni Antonio Cicalini, Celso Ghini e Arturo Colombi. La riunione ebbe luogo in una sede illegale di Via Fondazza. Continua a leggere “20 Agosto 1943 I COMUNISTI PER LA LOTTA ARMATA”

Ferdinando Rozzi


Nasce il 27 luglio 1910 a Teramo. Laureato in giurisprudenza. Avvocato. Iscritto al Partito d’Azione. Effettua il servizio militare negli alpini, con il grado di ufficiale, sino all’8 settembre 1943. Al momento dell’armistizio è in Carnia con il suo reparto. Sfugge alla cattura dei tedeschi, rientra a Bologna e subito aderisce all’organizzazione militare del Partito d’Azione, sotto la guida di Mario Jacchia, suo collega di studio. Continua a leggere “Ferdinando Rozzi”

7 agosto 1944


Castello di Serravalle

Viene fucilato Bernardi Giuseppe nato il 20 dicembre 1925 a Monte S. Pietro. Militò nel battaglione Monaldo della 63a brigata Bolero Garibaldi ed operò sul Monte Vignola.

L’episodio nei ricordi di Remo Righetti

Entrai nella formazione garibaldina quando era in pieno svolgimento l’offensiva tedesca contro la Repubblica di Montefiorino. I primi di agosto salvammo, con l’aiuto di un colono della zona nei pressi di San Lorenzo in collina, un pilota inglese che si unì al nostro gruppo. Fummo poi attaccati da una pattuglia tedesca che sgominammo, distruggendola, poi abbandonammo la zona prima di essere scoperti. La formazione si dovette poi dividere in due gruppi: uno composto da russi, polacchi, dal pilota inglese e da due soldati austriaci, che si fermò in una base; ed un’altro gruppo, nel quale c’ero anch’io, che scelse un’altra base.
I tedeschi iniziarono prontamente azioni di rappresaglia. Catturarono Giuseppe Bernardi, il contadino che aveva cooperato al salvataggio del pilota, e lo fucilarono il 7 agosto 1944 a Ospedaletto (Castelletto di Serravalle).

Parma

Viene catturato dai fascisti, nel parmense, l’avv. Mario Jacchia, Ispettore militare per l’Emilia del partito d’azione e come tale particolarmente impegnato nell’attività degli organi nell’Emilia-nord: da allora di lui non si è più saputo nulla.

Jacchia Mario (Nome di battaglia Rossini)


Nasce il 2/1/1896 a Bologna ivi residente nel 1943.
Era figlio del massimo esponente della massoneria bolognese, nel periodo prefascista, un avvocato espulso da Trieste, molti anni prima, dal governo austriaco per la sua attività politica irredentista.
Alla vigilia della guerra 1915-18 prese parte ai movimenti interventisti che si tennero a Bologna e organizzò il Comitato irredenti per assistere i patrioti profughi da Trento e da Trieste. Scoppiato il conflitto, abbandonò l’università e partì volontario con il 6° rgt alpini. Restò ferito due volte e si meritò due medaglie dʼargento, una di bronzo e una croce di guerra al merito.
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La battaglia di Ca’ di Guzzo


Il ricordo di Libero comandante della 36.a Brigata

Alla fine del Settembre 1944 gli uomini della montagna, spronati da Alexander, ebbri di gioia per la vittoria che ormai serravano in pugno, si apprestarono per la battaglia finale.
La 36ª Bianconcini , al comando di Bob e forte di oltre milleduecento uomini, si divise allora in quattro battaglioni, con destino diverso: al I° Battaglione, comandato da “Libero”, spettò il compito di marciare su Imola e Bologna.
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Bologna 26 giugno 1944


In via del Pratello viene ucciso dai partigiani un militare tedesco, a seguito di questo evento le S.D. per rappresaglia fucilano 10 partigiani in diversi luoghi.
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Paolo Bugini “Pablo”


E’ nato a Casalecchio nel 1920. Operaio zincografo presso gli stabilimenti de «il Resto del Carlino»,
fu tra gli organizzatori della cellula comunista all’interno del quotidiano a cominciare dal luglio 1943. Dopo l’8 settembre lavorò clandestinamente nelle ore notturne per la stampa dei periodici e dei manifesti antifascisti. Nel giugno 1944 entrò nella 66ª Brigata “Jacchia” ed organizzò il passaggio dell’intera Brigata alla 36ª Brigata garibaldina “Bianconcini”.
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