Luigi Castelli


Nasce il 10 ,arzo 1925 a Lizzano in Belvedere. Ha militato a Lizzano in Belvedere nel gruppo partigiano comandato dal cugino Romolo Castelli fino al giugno 1944 quando entra nella 7a brigata Modena della divisione Armando. Ha preso parte ai combattimenti per la difesa della repubblica di Montefiorino (MO). Continua a leggere “Luigi Castelli”

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Vittorio Betti (Nome di battaglia Vecio)


Nasce il 7 luglio 1903 a Lizzano in Belvedere. Fin da giovanissimo sposa le idee comuniste e già a 14 anni viene arrestato dalla polizia per aver scritto sui muri del suo paese parole inneggianti alla rivoluzione sovietica. Continua a leggere “Vittorio Betti (Nome di battaglia Vecio)”

Zucconi Aristide


Nato il 25/12/1923 a Castel di Casio. Militò nella 7ª brg Modena della div Armando con funzione di capo di SM di btg e operò sull’Appennino tosco-emiliano.
Cadde in uno scontro con i tedeschi l’11/11/1944 in località Corona di Monte Belvedere (Lizzano in Belvedere).
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Maria Giacobazzi


Nasce il 25/4/1923 a Lizzano in Belvedere. Operaia alla Ducati. Militò nella 7a brg Modena della div Armando e operò a Vidiciatico (Lizzano in Belvedere). Venne uccisa dalle SS tedesche, nel corso dellʼeccidio di Ca’ Berna (Lizzano in Belvedere) il 27/9/1944, nella chiesa locale, insieme con altre 29 persone.
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Rossano Marchioni


Nel settembre vi fu il combattimento di “Ronchidosso” contro una compagnia di Alpini tedeschi. Cadono 10 tedeschi, altri quattro sono feriti. “Binda” (cioè Rossano Marchioni) viene ucciso in combattimento in seguito “Napoleone” (il francese Jacques Lapeyrie) nel proseguo di quello che diventerà l’eccidio di Ronchidos sarà fucilato dai nazisti.
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Gubellini Ettore (Nome di battaglia Polveriera, Biondino)


Nasce lʼ11/2/1926 a Crespellano. Militò nella brg Toni Matteotti Montagna e operò sullʼAppennino tosco-emiliano.
Viene impiccato a Lizzano in Belvedere il 2/7/1944. «Ettore, un ragazzo minuto e umile, non spiccava per nessuna dote particolare fra gli altri» eppure dimostrò una forza d’animo straordinaria. «Catturato dai tedeschi venne appeso ad un gancio sopra il cadavere del compagno (Ivo Agostini precedentemente catturato dai tedeschi e fucilato il 27/6).
Resistette fiero alle torture dellʼaguzzino in divisa di SS che manovrava il cappio per fiaccare le ultime ore di vita e ritardare la morte. Al tramonto il carnefice stanco diede lo strappo definitivo; uno sputo fu la risposta». (ricordo di Luigi Bruno Mari). La sua morte venne comunicata ai compagni di brg da un frate domenicano.

Silvio Fabbri racconta


Nato a Lizzano in Belvedere nel 1922. Comandante di battaglione nella T Brigata Garibaldi Modena (1944-1945)

Rientrai dalla Russia coi resti del mio reparto, il 25 marzo 1943. Il mio battaglione fu ricostituito ed inviato a Nettuno. L’8 settembre, quando tutti se ne andarono, anch’io presi la strada di casa. Riuscii a rimanerci fino al febbraio 1944 quando, arruolato nella « Repubblica » fascista, fui trasferito a Parma. La gente per le strade ci sputava addosso e molti manifesti parlavano di « ribelli ».

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