Salerno, Noi con Salvini e i manifesti inneggianti al Duce: “Meglio di Renzi”


manifesto salerno noi con salvini

I cartelloni sono apparsi nelle bacheche di due paesi salernitani, Giffoni Valle Piana e San Cipriano Picentino. Mostrano le foto di Mussolini e di Renzi, e un elenco di frasi che inneggiano al fascismo

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A Ravenna cerimonia per gerarca fascista, il sindaco: “E’ pericolosa”


Appello al prefetto perché vieti orazioni e bandiere all’interno del cimitero alla commemorazione di Ettore Muti Continua a leggere “A Ravenna cerimonia per gerarca fascista, il sindaco: “E’ pericolosa””

Jacchia Eugenio


Nasce l’11 ottobre 1869 a Trieste. Avvocato. Per avere preso parte ai movimenti irredentisti che propugnavano il ritorno di Trieste all’Italia, nel 1889 viene espulso dalla città dal governo austriaco. Si stabilisce a Bologna dove milita nelle fila della sinistra democratica radicale e si iscrive alla massoneria.

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17 novembre 1938 gli ebrei italiani non sono più cittadini


PROVVEDIMENTI PER LA DIFESA

DELLA RAZZA ITALIANA

RDL 17-11-1938-XVII, 0.1728
VITTORIO EMANUELE III
PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE
RE D’ITALIA
IMPERATORE D’ETIOPIA
[ … ]
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14 luglio 1938 Roma nasce il Manifesto della Razza


Pubblicato sul Giornale d’Italia, il manifesto della razza, redatto dagli scienziati razzisti italiani. L’elenco degli estensori del documento sarà pubblicato il 25 luglio dopo che questi saranno ricevuti dal segretario del Partito nazionale fascista Achille Starace e dal ministro delle Cultura popolare Dino Alfieri. Ma saranno molti quelli, oltre ovviamente ai gerarchi, che si dichiareranno pubblicamente razzisti a comiciare dal generale Pietro Badoglio, dallo scrittore Ardengo Soffici agli illustratori Gino Boccasile e Walter Molino per concludere con un giovane fascista di belle speranze: Giorgio Almirante. Continua a leggere “14 luglio 1938 Roma nasce il Manifesto della Razza”

6 aprile 1924 i fascisti vincono le elezioni


L’Italia torna alle urne, con la nuova legge elettorale, per il rinnovo del Parlamento. Uomini poltici liberali e democratici come Antonio Salandra, Vittorio Emanuele Orlando ed Enrico De Nicola, e fuoriusciti del Partito popolare come Stefano Cavazzoni, Egilberto Martire e Paolo Mattei Gentili sono entrati nelle liste predisposte dal Partito nazionale fascista «col preciso intento di portare a termine con quest’operazione l’opera di legalizzazione del fascismo».
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