6 febbraio 1945 Crespellano (BO), un’ottantina di donne manifestano per chiedere generi alimentari.


Un piccolo fatto di cronaca, potrebbe sembrare, ma non si deve dimenticare il periodo. L’occupazione tedesca del territorio, che portava alla razzie di alimentari e di tutto quello che poteva essere utile alla Germania. I fascisti repubblichini che, ormai totalmente asserviti ai tedeschi, cercavano con il terrore di sottomettere una popolazione sempre più affamata e disperata.
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Girotti Albertina (Nome di battaglia Bruna)


Nata il 12/7/1920 a S. Pietro in Casale. Partecipò alle manifestazioni popolari che salutarono la caduta di Mussolini il 25/7/43. Fin dai primi mesi del 1944 fu attiva a Baricella e a Galliera nel btg Lucarelli della 2a brg Paolo Garibaldi. Successivamente, per sfuggire alle ricerche della polizia fascista si trasferì nel ferrarese. Cadde il 22/3/1945 nel corso di un attacco ad una caserma repubblichina a S. Agostino ( FE).
E’ stata intitolata una strada a Castel Maggiore.
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Varini Franco


Nasce il 5/8/1926 a Bologna. Ha Militato nella 5ª brg Bonvicini Matteotti e operando a Bologna. L’ʼ8 luglio 1944 viene catturato dalle SS tedesche e torturato a lungo nella caserma-comando di via S. Chiara.
Internato nei campi di concentramento di Fossoli (Carpi – MO) e di Bolzano sino al settembre e, in seguito, in quelli di Flossemburg, Augsburg e Dachau Kottern (Germania). Liberato dalle truppe americane il 27/4/45 e rientrato in Italia il 29/5/45. Gli è stata conferita la croce di guerra al merito.

La sua testimonianza

Mi chiamo Franco Varini, sono nato a Bologna il 5 agosto del 1926 e ho sempre vissuto a Bologna.

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Paolo Bugini “Pablo”


E’ nato a Casalecchio nel 1920. Operaio zincografo presso gli stabilimenti de «il Resto del Carlino»,
fu tra gli organizzatori della cellula comunista all’interno del quotidiano a cominciare dal luglio 1943. Dopo l’8 settembre lavorò clandestinamente nelle ore notturne per la stampa dei periodici e dei manifesti antifascisti. Nel giugno 1944 entrò nella 66ª Brigata “Jacchia” ed organizzò il passaggio dell’intera Brigata alla 36ª Brigata garibaldina “Bianconcini”.
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La lista Jacchia un giallo nella lotta di Liberazione


Con la denominazione di “Lista Jacchia” si intende un elenco con i nomi di 119, 108 secondo altra versione, intellettuali e imprenditori antifascisti bolognesi, che sarebbe stato trovato nella borsa di Mario Jacchia il 3 agosto 1944, quando fu arrestato a Parma. Secondo i fascisti la lista è autentica, mentre a parere dei familiari e degli amici di Jacchia si trattò di una macchinazione fascista. Dopo l’arresto Jacchia è sparito e molto probabilmente è finito ad Auschwitz (Polonia).

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L’occupazione di Bologna da parte dei fascisti


Nel maggio 1922, circa cinque mesi, cioè, prima della cosiddetta « marcia su Roma », arrivarono a Bologna le squadre ferraresi di Italo Balbo che si accamparono in pieno centro, sotto le Logge del Pavaglione, dal portico delle fioraie fino a piazza Galvani.

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Continua il rastrellamento a Monte Sole 28 maggio 1944


Il 28 maggio le truppe nazifasciste continuano il rastrellamento a Monte Sole, questa volta attaccando le forze partigiane della Stella Rossa dal versante del Reno e di Vado. Gli scontri durano tutta la giornata, ma alla fine i nazifascisti sono costretti a ritirarsi con ingenti perdite.

Il ricordo della giornata attraverso i racconti di alcuni protagonisti.

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25 maggio 1944


Il 25 maggio 1944 scadette l’ultimatum di chiamata alle armi nell’esercito fascista della RSI per i giovani delle classi 1922, 1923 e 1924. Il 17 maggio 1944 la Prefettura di Grosseto pubblicò un bando, detto del Perdono poiché estendeva una precedente amnistia ai militari sbandati che, in virtù di un precedente decreto, avrebbero dovuto essere fucilati anche prima del 25 maggio, comminante la pena della fucilazione ai militari e civili unitisi alle bande partigiane, i quali non si fossero costituiti entro il tale termine. Per il Ministro Mezzasoma il bando venne firmato da Giorgio Almirante che, in qualità di Capo di Gabinetto del Ministro, trasmise lo stesso bando a tutte le prefettura della R.S.I. Il ricordo di quella giornata attraverso i racconti di tre partigiani.

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22 maggio 1912


Nasce Bettini Medardo a Castelfranco Emilia (BO). Dopo aver prestato servizio militare nei carristi a Vicenza. Milita nel btg Marzocchi della 63a brg Bolero Garibaldi ed opera a Sant’Agata Bolognese. Nella notte del 21 agosto 1944, dopo un attacco a militari tedeschi, ospita nella sua casa Pietrobuoni Quinto.

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Don Luigi Tommasini


Nato a Minerbio nel 1909. Capo formazione nella Brigata Stella Rossa.
Il 10 giugno 1940, quando Mussolini pronunciò la dichiarazione di guerra, io ero a Burzanella di Camugnano, dove reggevo quella Parrocchia. Anche in quella piccola frazione era giunto l’ordine di riunire il popolo nella piazza del paese e io pure andai per sentire lo « storico » annuncio. La notizia, per quanto fosse nell’aria, mi sconvolse e i miei sentimenti contrari al fascismo, alla prepotenza, alla violenza (mio padre era un vecchio socialista), mi portarono a manifestare apertamente e pubblicamente il mio dissenso.

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