Milano, studente picchiato fuori scuola da Forza Nuova: “Pugni in faccia mentre lo bloccavano”


I compagni del ragazzo dicono che il 18enne si era rifiutato di prendere un volantino. I testimoni: “Erano 5 ragazzi e tre uomini sulla quarantina”. Soccorso in istituto è stato portato al Policlinico

di TIZIANA DE GIORGIO

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Il testamento di Nora «Saldate il conto del libraio»


Trenta studenti del Bo in partenza per la Polonia hanno ricostruito le storie di alcuni universitari e docenti padovani morti nei campi di concentramento

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28 gennaio 1938 Camicia nera (Pietro Pedrazza) attacca gli ebrei


A Bologna la campagna contro gli ebrei cominciò nel 1938 quando, tra gennaio e febbraio, su “il Resto del Carlino” apparvero alcuni corsivi contro gli studenti stranieri che frequentavano l’università. Erano firmati Camicia nera, lo pseudonimo di Piero Pedrazza, il redattore capo del giornale. (Pedrazza era un vecchio squadrista. Aveva diretto il settimanale “Camicia nera” nel 1922 e lavorato in numerosi periodici e quotidiani fascisti prima di arrivare nel 1936 a “il Resto del Carlino”. Nel dopoguerra emigrò in Brasile.) Continua a leggere “28 gennaio 1938 Camicia nera (Pietro Pedrazza) attacca gli ebrei”

Il vicequestore Fiorillo da Piazza Alimonda alle cariche agli studenti a Napoli


Chi è quel funzionario che nel filmato di NapoliUrbanBlog del 7 maggio 2013 dirige la carica gratuita e violenta contro un corteo di studenti su via San Sebastiano, nel pieno del centro storico di Napoli? Colpevoli di protestare con uno striscione a centinaia di metri di distanza dal luogo di visita del Ministro dell’Istruzione, di urlare lo sdegno per le cariche del giorno prima all’Università Statale di Milano… Una situazione all’apparenza non problematica. Chi è quest’uomo corpulento e agitato che non solo chiama la carica in modo tanto improvviso ma poi aggredisce personalmente un videogiornalista colpevole di fare il suo mestiere documentando la scena!?

Bologna: “Minacce fasciste ad uno studente del Fermi”


Oggi, venerdì 14 dicembre, ancora una volta è stata minata a Bologna la libertà di pensiero e di parola dai cosiddetti fascisti del terzo millennio. Due uomini adulti, durante un volantinaggio con scarsi risultati al liceo Fermi, hanno fermato un ragazzo quindicenne del collettivo della scuola minacciandolo con frasi “se continui pagherai le conseguenze” o “ci vediamo la settimana prossima, noi siamo qui”. Continua a leggere “Bologna: “Minacce fasciste ad uno studente del Fermi””

Giulio Cesare, gli studenti del liceo contro la presenza dei partigiani


Contestata l’iniziativa anti-fascista della Federazione degli studenti e dell’Anpi per protestare contro i blitz dell’estrema destra. E scoppia il caso
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Manifestare è un diritto


Lamezia Terme: Preside sospende tutti gli studenti che hanno partecipato alla giornata di mobilitazione
Venerdì 5 ottobre anche a Lamezia si è svolto il primo corteo studentesco autonomo dell’anno nell’ambito della mobilitazione nazionale lanciata da StudAut. Anche gli studenti lametini, quindi, sono scesi in strada a difesa della scuola pubblica e contro le misure di austerità di questo governo.

Evidentemente questo non piace agli amici di Monti & Co. e, per il secondo anno consecutivo, si registrano sospensioni arbitrarie nei confronti degli studenti dell’Istituto Tecnico per Geometri che hanno partecipato alla manifestazione.

Per il preside di questa scuola, più volte candidato nelle file del centro destra, probabilmente il diritto di manifestare rappresenta una concessione che, da buon padrone, può essere data solo a proprio piacimento e guai a non pensarla come lui!

Esprimiamo la nostra totale complicità e solidarietà agli studenti e alle studentesse sospesi e ci mettiamo a completa disposizione per qualsiasi iniziativa.

Collettivo Autonomo Altra Lamezia

Studenti Medi Lamezia Terme

Seguono la presa di posizione dell’Usb Calabria ed il comunicato di solidarietà del Kollettivo Studenti Autorganizzati Torino.

Manifestare è un diritto, non una concessione

Alcuni presidi, da quando rivestono la qualifica di dirigenti o di manager, son stati presi da manie di onnipotenza e ritengono di poter decidere sugli istituti che dirigono, scavalcando norme e diritti costituzionalmente garantiti.

Il Preside dell’Istituto Tecnico per Geometri di Lamezia Terme, rientra evidentemente in questa casistica.

Il 5 ottobre in tutta Italia, si sono svolte manifestazioni studentesche per dire no alla riforma della scuola e dell’Università targata Profumo e per rivendicare il diritto alla lotta contro le politiche di Austerity (lacrime e sangue) del governo Monti e della Banca Centrale Europea, che stanno asfissiando il loro presente e negando il loro futuro.

Anche a Lamezia gli studenti democratici hanno sentito il dovere di esercitare questo diritto, costituzionalmente garantito, per manifestare il proprio dissenso e per far sentire la propria voce su argomenti scottanti che li vedono protagonisti.

In alcune parti d’Italia, le forze dell’ordine hanno caricato le manifestazioni picchiando selvaggiamente gli studenti indifesi provando, così, a reprimere il dissenso contro lo sfascio della scuola pubblica che questo governo, come i precedenti, sta attuando sistematicamente.

Ma in nessuna parte d’Italia questo diritto a manifestare è stato negato dalla scuola stessa e nessun preside ovviamente si è mai sognato di negare la pratica di questo diritto; nessun preside d’Italia, tranne purtroppo il preside dell’istituto tecnico per geometri di Lamezia, il quale ritenendo di non dover rispettare neanche le norme costituzionali, ha deciso di sospendere gli alunni che il 5 ottobre hanno fatto sciopero!

Eppure il Preside, o dirigente, o manager, dovrebbe ben conoscere gli artt.17, 21 e 34 della costituzione che richiamano i primi il diritto a manifestare ed il terzo ad avere una scuola pubblica statale che funzioni.

Per questi motivi, la USB Calabria diffida il preside dell’istituto in questione, dal voler procedere alle sospensioni annunciate per gli studenti che hanno manifestato e dichiara di non escludere che tale atteggiamento, nel quale si ravvisa anche una possibile ipotesi di reato, in quanto i ragazzi minorenni erano stati autorizzati dai genitori, mentre maggiorenni hanno legittimamente deciso da soli, possa essere perseguito anche in altre sedi.

Sul rispetto della democrazia e dei diritti non si transige e non possono essere tollerati atteggiamenti autoritari.

Federazione Regionale USB P.I.

Comunicato di solidarietà agli studenti di Lamezia Terme

Venerdì 5 ottobre è stata una giornata di mobilitazione nazionale che ha visto scendere in piazza un gran numero di student* in tutte le città. Studenti e studentesse che hanno ancora una volta voluto far sentire la loro voce di fronte alle continue politiche di austerity istituite dal governo Monti.

A seguito della protesta si è diffuso un sentore di allarmismo generalizzato; ne è l’emblema l’episodio di Lamezia Terme. Il preside dell’istituto per geometri di Lamezia ha deciso di sospendere tutti gli studenti che venerdì scorso hanno preso parte alle mobilitazioni di piazza, nonostante egli sia stato avvertito della possibile incostituzionalità dell’atto.

Tutta la nostra solidarietà va agli student* sospesi che, ancora una volta, nel manifestare il loro dissenso verso un sistema di austerità, si sono visti negare il diritto di protestare.

Per di più, proprio nei luoghi in cui dovrebbe avvenire la formazione di un’autocoscienza e di una criticità diffusa, è stata esercitata un’intimidazione assolutamente ingiustificata e gratuita.

Ribadiamo il nostro appoggio a tutt* gli student* che trovano la forza di ribellarsi ogni giorno; questo episodio non ci fermerà, ci ritroverete ancora tutti nelle piazze!

Kollettivo Studenti Autorganizzati Torino

Fonte: osservatoriosullarepressione