Sonilio Parisini (Nome di battaglia Sassi)


Nasce il 14 febbraio 1911 a Calderara di Reno. Nel 1929 si iscrive al Partito Comunista Italiano. E’ uno dei 23 delegati che il 3 agosto 1930 intervengono al terzo congresso provinciale clandestino della FGCI a Montebudello (Monteveglio). Continua a leggere “Sonilio Parisini (Nome di battaglia Sassi)”

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Irma Bandiera il ricordo di Renata Viganò


Medaglia d’Oro al Valor Militare (alla memoria)

«Prima fra le donne bolognesi a impugnare le armi per la lotta nel nome della libertà, si batté sempre con leonino coraggio. Catturata in combattimento dalle SS. tedesche, sottoposta a feroci torture, non disse una parola che potesse compromettere i compagni. Dopo essere stata accecata fu barbaramente trucidata e il corpo lasciato sulla pubblica via. Eroina purissima degna delle virtù delle italiche donne, fu faro luminoso di tutti i patrioti bolognesi nella guerra di liberazione
Meloncello, 14 agosto 1944. Continua a leggere “Irma Bandiera il ricordo di Renata Viganò”

Tartarini Emo


Nasce il 7 maggio 1908 ad Argelato. La sua famiglia è d’orientamento socialista, animato da sentimenti antifascisti come molti altri degli abitanti della località soprannominata Pietroburgo in frazione Larghe.  Continua a leggere “Tartarini Emo”

Renato Tartarotti e la Compagnia autonoma speciale.


Quando si parla della Resistenza, del ventennio fascista in Italia si parla delle vittime, degli eroi che diedero la vita per quegli ideali che portarono alla Liberazione. Gli aguzzini sono sempre citati marginalmente, visti come mezzo di repressione. Tartarotti è un nome che a Bologna per anni ha fatto paura. Sotto le sue “cure” sono passati molti martiri della Resistenza. Il suo ritratto e la sua storia riportata di seguito credo possa illustrare degnamente quali fossero gli ideali di chi ha combattuto nella Repubblica Sociale Italiana.
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Le Brigate Nere in azione.


Nella testimonianza di Riccardo Carretti la descrizione di come le Brigate Nere agivano nelle campagne nella lotta ai partigiani.

Il 22 agosto 1944, verso le dieci di notte, quando eravamo tutti già a letto, nella nostra casa in fondo Canova, nella campagna di Anzola Emilia, sentimmo il cane abbaiare accanitamente. Mi sentii chiamare di sotto, scesi subito e appena fuori, nella loggia, mi colpirono alla bocca con un calcio di pistola: erano i fascisti della polizia ausiliaria, guidati personalmente da Tartarotti, e con lui c’erano altri gerarchi fascisti di Bologna.
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