Pozzo Becca – Imola


12 aprile 1945
A poche ore dalla liberazione della città (il 14 aprile), la notte tra il 12 e il 13 aprile 1945 si svolge l’ultimo efferato eccidio da parte dei fascisti. Nel carcere della Rocca erano rimasti 16 prigionieri politici. Ma ciò che restava della banda di Gentilini e Ravaioli (una parte col suo capo era partita su automezzo il 5 aprile) li aveva già sottoposti a sevizie e a torture, riducendoli a uno stato compassionevole. Apprestandosi ora a fuggire dalla città, volle lasciare l’ultima traccia di sé.

Caricati su due autocarri e, fra urli e minacce, condotti nei pressi del pozzo dello stabilimento ortofrutticolo della ditta Becca in via Veneto, i prigionieri subirono altre e più terribili torture per essere poi finiti a colpi di mitra e di bombe a mano.
Gettati i loro corpi nel pozzo, i fascisti, a compimento dell’opera, fecero crollare sul fondo il muretto e la garitta di mattoni, prima di darsi alla fuga verso l’Alta Italia.
Le spoglie orrendamente deformate, con i segni ben visibili delle sevizie, furono esumate il 15 aprile fra l’orrore degli addetti, di gente accorsa e dei rappresentanti del governo alleato.

La radio alleata così comunicò la notizia:

“[…] Due soltanto degli assassinati sono stati identificati, mentre i cadaveri degli altri si presentavano talmente straziati da rendere impossibile qualunque identificazione; i corpi sono infatti completamente mutilati e ustionati, le membra spezzate, le gole tagliate, gli occhi cavati. In ognuno dei corpi tutte le unghie delle mani e dei piedi sono state strappate. […] I torturatori li avevano evirati usando del petrolio, che poi avevano acceso, sui testicoli. La sezione di PS dell’AMG dell’VIII armata in Imola, che sta compiendo un’indagine preliminare ha appreso che durante la notte del massacro si udivano le grida delle vittime nei dintorni del luogo, ma i tedeschi rafforzarono il coprifuoco e le loro pattuglie impedirono ad alcuno di avvicinarsi […]. II maggiore I. C. Ried da Aberden, ufficiale della PS dell’AMG, dopo aver esaminato i cadaveri, si è cosi espresso: “Non ho mai visto in vita mia uno spettacolo cosi orrendo; è incredibile che tanta crudeltà possa esistere in esseri umani”.

Il 13.2.1948 la Corte d’Assise speciale di Bologna condannò a 30 anni di reclusione Pietro De Vito e Delendo Vassura, riconosciuti colpevoli dell’eccidio.

Il processo contro tutti i responsabili non fu celebrato perché il fascicolo giudiziario era finito nell’ “armadio della vergogna”.

Le vittime

Baldazzi Bernardo nato il 31/12/1923 a Medicina. Militò nella 5a brg Bonvicini Matteotti.
Bernardi Dante nato il 7/3/1926 a Castel S. Pietro Terme. Militò nella 66a brg Jacchia Garibaldi.
Bersani Gaetano nato il 21/3/1909 a Medicina. Fu arrestato l’1/11/32 e il 7/3/33 condannato a due anni di confino che scontò a Ponza (LT). Liberato il 28/2/35, fu nuovamente arrestato il 6/1/39 per la sua attività di militante comunista all’interno dell’Azienda tranviaria di Bologna. Con sentenza istruttoria del 16/6/39 venne deferito al Tribunale speciale che il 25/7/39 lo condannò a 4 anni di carcere per ricostituzione del PCI, appartenenza allo stesso e propaganda. Fu incarcerato a Civitavecchia (Roma) e, successivamente, confinato. Fu scarcerato nel febbraio 1941. Militò nella 5a brg Bonvicini Matteotti.
Broccoli Duilio nato il 17/2/1920 a Castel S. Pietro Terme. Militò nella 66a brg Jacchia Garibaldi.
Cassani Antonio nato il 26/9/1909 a Mordano. Militò nella 5a brg Bonvicini Matteotti.
Facchini Guido nato il 16/10/1895 a Medicina. Militò nella 5ª brg Bonvicini Matteotti.
Felicori Mario nato l’8/9/1918 a Castel S. Pietro Terme. Iscritto al PdA. Dopo il 25/7/43 rappresentò il suo partito nel comitato antifascista locale, trasformato poi in CLN con l’inizio della resistenza. Militò nella 66a brg Jacchia Garibaldi della quale fu uno degli organizzatori e operò a Castel S. Pietro Terme. Arrestato dai fascisti nella primavera del 1945 fu lungamente detenuto nelle carceri di Imola.
Filippini Paolo nato il 4/7/1927 a Medicina. Militò nella 5 a brg Bonvicini Matteotti. Rastrellato dalle brigate nere, venne rinchiuso nel carcere della Rocca (Imola).
Gabusi Cesare nato il 9/5/1907 a Budrio. Militò nella 5a brg Bonvicini Matteotti.
Grassi Secondo nato il 6/10/1924 a Castel S. Pietro Terme. Militò nella 66a brg Jacchia Garibaldi.
Martelli Ciliante nato il 30/10/1925 a Medicina. Militò nella 5a brg Bonvicini Matteotti. Arrestato dai fascisti il 29/3/45, a seguito di rastrellamento a Medicina, venne trasferito nel carcere di Imola.
Martelli Mario (nome di battaglia Pablo),  nato il 2/5/1920 a Castel S. Pietro Terme. Militò nella 5a brg Bonvicini Matteotti.
Masina Corrado nato il 7/11/1921 a Bologna. Prestò servizio militare nei granatieri in Jugoslavia e a Roma dal gennaio 1941 all’8/8/43. Economo dell’ospedale civile di Castel S. Pietro Terme, aiutò il movimento partigiano della zona fornendo viveri, medicinali e nascondendo nell’ospedale compagni partigiani ricercati. Fece parte del CLN di Castel S. Pietro come rappresentante del FdG. Arrestato il 14/3/45, fu condotto prima a S. Giovanni in Monte (Bologna) e successivamente trasferito nella Rocca (Imola)
Rivalta Domenico nato l’11/5/1910 a Imola. Iscritto al PCI. Il 2/1/31 fu arrestato, con altri 88 antifascisti imolesi. L’accusa era di «associazione e propaganda sovversiva, detenzione di armi». Deferito al Tribunale speciale, il 19/5/31 fu prosciolto in istruttoria e liberato. Venne ammonito e classificato di «3a categoria», quella delle persone considerate politicamente più pericolose. Negli anni seguenti fu sottoposto a stretti controlli. Il 7/8/40 nella sua scheda venne annotato: non ha «dato finora alcuna prova sicura e concreta di ravvedimento. È vigilato». Durante la lotta di liberazione militò nel btg Rocco Marabini della brg SAP Imola e fu diffusore del periodico clandestino “La Comune”. Per una delazione, venne arrestato a Imola il 18/1/45 e associato alle carceri locali. Fu a lungo torturato, ma non rivelò nomi o notizie sullʼorganizzazione militare della brg.
Gli è stata conferita la medaglia d’oro alla memoria al valor militare con la seguente motivazione: «Patriota di pura fede, abile organizzatore delle prime forze partigiane della sua zona, le conduceva brillantemente, in venti mesi di dura lotta, in numerose vittoriose azioni. Pur sapendosi ricercato per la sua fama di capo audace e tenace svolgeva intensamente la sua attività partigiana, sempre presente ove maggiore era il pericolo con la parola e l’azione. Catturato e sottoposto a dure sevizie e snervanti interrogatori, nulla rivelava che potesse tradire commilitoni e reparti partigiani resistendo con ferrea volontà ai patimenti più atroci finché, all’alba dell’insurrezione generale, veniva barbaramente trucidato. Nobile esempio di profondo amor patrio e di alto eroismo».
Imola (Bologna), 9settembre 1943 – 12 aprile 1945.
Il suo nome è stato dato ad una strada di Imola
Roncarati Giovanni (nome di battaglia Alì Babà), nato il 18/4/ 1922 a Ferrara. Militò nella 5a brg Bonvicini Matteotti.
Ronzani Augusto nato il 16/6/1917 a Castel S. Pietro Terme. Militò nella 5a brg Bonvicini Matteotti.

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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