1 aprile 1944 viene ucciso Remigio Venturoli


Remigio Venturoli fu assassinato in un agguato per strada dalle milizie fasciste e il suo corpo abbandonato per strada, antifascista subì nel corso della sua vita diversi arresti e condanne. Entrato a far parte della Resistenza ha combattuto nella 7.a GAP Gianni Garibaldi, compiendo numerosissime azioni. E’ stato anche membro del commando che uccise il segretario del fascio Facchini. Dopo la sua morte il suo nome venne dato alla formazione nata dalla smembramento della Brigata Paolo.

Un ricordo del combattente nella testimonianza di Linceo Graziosi. Ufficiale del Comando della 36.a Brigata Garibaldi

Verso la fine dell’ottobre 1943 fummo pronti per la prima azione contro i tedeschi. Come obiettivo fu scelto un locale nel centro di Bologna, abitualmente frequentato da ufficiali tedeschi.
Rilevati gli orari di maggior frequenza, la vigilanza esterna, studiato il tempo di effettuazione dell’azione, come arrivare sul luogo e come sganciarsi, quando si si ritenne che tutto fosse a posto si passò all’azione. Io fui designato responsabile
del gruppo. La prima uscita fu una bomba a scoppio ritardato contro una casa di tolleranza di lusso, frequentata da ufficiali tedeschi, in via San Marcellino: insieme a me c’erano Rubbi, Bacchilega, Pasquali, Venturoli, Benfenati e Bentini. La stampa clandestina diede risalto a questo fatto dimostrativo e il movimento ne trasse giovamento. Era provato che il nemico poteva essere colpito anche nei luoghi dove credeva di essere al sicuro.

La riuscita dello sciopero dell’1 marzo 1944 aveva come condizione non trascurabile la paralisi delle comunicazioni fra la città e la provincia. Era evidente che il compito di paralizzare le comunicazioni spettava alla nostra organizzazione militare. In pochi giorni furono confezionati i mezzi necessari e fatti recapitare ai gruppi incaricati di effettuare le azioni, a cominciare dal deposito tranviario della Zucca, dal quale usciva la quasi totalità dei mezzi per la città. Questa azione la effettuò il compagno Remigio Venturoli, agevolato com’era dal fatto che aveva il permesso di girare nelle ore del coprifuoco poiché era un fornaio.
All’uscita del primo tram, lo scambio appena fuori che permetteva lo smistamento nelle varie direzioni, saltò e per parecchie ore il traffico col mezzo pubblico fu paralizzato. La stessa cosa avvenne per le linee che collegavano i vari scali della cinta di Bologna (San Donato, Borgo Panigale, Castelmaggiore ecc).
Puntualissimi e diligenti furono i compagni Rubbi e Pietro, che mi consegnarono il materiale al tempo stabilito ed in condizioni di massima efficienza. Così i compagni Malaguti di Castelmaggiore (Gaetano e il figlio Carlo) e Caponcelli, nella zona di San Giovanni e altri di cui mi sfugge il nome.
Fu la prima esperienza di azioni combinate fra l’organizzazione politica e i gruppi armati. Riuscì bene e di conseguenza diede fiducia a tutto il movimento, che in tal modo accrebbe la sua efficienza offensiva.

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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