Brigata 2a Paolo Garibaldi


A questa formazione fu assegnato il nome di battaglia di Giovanni Martini “Paolo”, il vice comandante della 7a brg GAP Gianni Garibaldi, ucciso dai fascisti il 15.12.1944.

Fu costituita nella primavera 1944, quando furono raggruppati numerosi nuclei armati che operavano nei comuni agricoli a nord di Bologna, alcuni dei quali in attività sin dal settembre 1943.

Era organizzata su 4 btgg dedicati a caduti: Ruffillo Tolomelli “Filo”, Attilio Gadani e Renato Tampellini.

Pochi giorni prima della liberazione al 2° btg fu dato – direttamente dal comando della brg – il nome di Lucarelli. Non si conosce l’identità di questo partigiano, che non figura negli elenchi della brg. La brg – inquadrata nella div Bologna pianura “Mario” – ebbe 69 caduti e 49 feriti. 1.016 i partigiani riconosciuti e 286 i patrioti. Numerosi i benemeriti.

La 2° Brigata Garibaldi  era sorta nella primavera del 1944 e comprendeva un centinaio di cittadini di San Pietro in Casale, folti gruppi di Galliera, San Giorgio di Piano e Pieve di Cento.

Primo comandante fu Beltrando Pancaldi “Ran”, con Walter Parenti “Biondo” vice ed Elio Magri “Pick” commissario politico.

Nel luglio del 1944 i tedeschi organizzarono un rastrellamento a tappeto mediante  l’impiego di un reggimento con l’attivazione di una rete spionistica gestita dalle S.S. e dalla Gestapo.

Dal dicembre ’44 al marzo ’45 comandante della Brigata era Beltrando Pancaldi (comando poi passato a Walter Parenti) e commissario politico Elio Magri. Alla fine della guerra risultavano inquadrati nella brigata 1016 partigiani. Gli uccisi della brigata Paolo – alcuni dei quali per mano dei brigatisti neri di Pieve – sommati a quelli della Brigata Venturoli (creata per divisione della Paolo e composta da 1105 elementi) furono 249.

Nel pomeriggio del 17 settembre 1944 oltre 300 uomini della brigata nera di Bologna, chiamati dal Podestà di allora, entrarono in San Pietro in Casale e, credendola occupata dai partigiani, spararono all’impazzata lungo le strade e contro le finestre, uccidendo un loro camerata. Si recarono poi a Maccaretolo nella valle delle Tombe (oggi Via Setti), dove aveva sede la base dei partigiani. Iniziò un combattimento che durò fino a notte quando, temendo il peggio, i fascisti si ritirarono dalla zona.

Nel marzo 1945, quando fu sdoppiata e nacque la 4a Venturoli Garibaldi, comandante divenne Parenti, vice Marcello Zanetti “Marco”, commissario politico Luigi Zucchini “Professour” e vice commissario Vincenzo Galetti “Nino e Aurelio”.

La sera del 19 aprile 1945 tutte le formazioni facenti parte della Brigata si concentrarono nella valle Castellina di San Pietro in Casale, dove fin dal mattino una parte delle formazioni del luogo erano impegnate in un duro scontro contro i tedeschi che, nonostante stessero ritirandosi, ingaggiarono una furiosa battaglia.

Alle 14.30 del 22 aprile la Brigata, uscendo dalla valle Castellina, si organizzò in gruppi: il battaglione “Tolomelli” doveva attaccare sulla zona Rubizzano; il battaglione “Bulgarelli” doveva attaccare sulla zona Gavaseto; il battaglione “Gadani” a Pieve di Cento, a pochi chilometri da un ponte. I tedeschi opposero un’accanita resistenza, dapprima in una casa colonica a Gavaseto (casa Pizzirani), dove dopo un’ora di combattimento la guarnigione fu annientata. Qui trovarono la morte i partigiani di Galliera: Rino Bergami, Mario Cesari, Tonino Bosi e Sergio Conti, tutti giovanissimi dai 21 ai 25 anni. Nella battaglia morirono lo stesso comandante Ruffillo Tolomelli di 34 anni, Antonio De Zaiacomo di 39 anni, ed i giovani Giulio Novelli, Vinicio Pescerelli, Giovanni Coccaro, Antonino Corso, e Paride Villani di Bentivoglio.

Intanto gli alleati, che non si erano presentati all’orario fissato, avevano fatto sapere che se entro la sera del 22 i tedeschi non avessero abbandonato la zona, avrebbero provveduto con l’artiglieria ed i bombardamenti a sgomberarla prima di avanzare. Sull’imbrunire, quando i partigiani avevano già provveduto a mettere definitivamente in fuga i tedeschi, pagando con il sacrificio di 22 vite umane oltre a parecchi feriti ed infliggendo al nemico un’ingente perdita di soldati e mezzi, gli alleati entrarono a San Pietro in Casale.

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Autore: Comandante Lupo

Ho ricercato e raccolto storie di vita, di guerra, di resistenza. Ne ho pubblicate, altre sono ancora da scrivere. Sono sempre alla ricerca di nuove storie se vuoi aiutarmi nella ricerca contattami.

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